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	<title>Patologia Archivi - Dott.ssa Francesca Troiano</title>
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	<description>Psicologa Psicoterapeuta - Approccio Breve Strategico</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Feb 2026 10:28:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Patologia Archivi - Dott.ssa Francesca Troiano</title>
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	<item>
		<title>Trattamento dei disturbi d’ansia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[michele]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 07:53:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbi d’Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terapia Breve Strategica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/trattamento-dei-disturbi-dansia/">Trattamento dei disturbi d’ansia.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<section class="wpb-content-wrapper"><div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid csgve-dhav-dotted"><div class="wpb_column vc_column_container text-default vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner "><div class="wpb_wrapper">
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			<p>I disturbi d’ansia sono una delle patologie più diffuse in tutto il mondo e colpiscono un numero sempre maggiore di persone. Si tratta di un insieme di sintomi e disturbi che possono manifestarsi in diverse forme, tra cui gli attacchi di panico e le fobie specifiche.</p>
<p>Gli attacchi di panico sono episodi improvvisi e intensi di paura che possono manifestarsi in diversi sintomi fisici e psicologici. Solitamente, questi attacchi si presentano in modo imprevisto e senza un motivo apparente, scatenando una sensazione di terrore intenso e una paura di perdere il controllo o addirittura di morire.<br />
I sintomi fisici degli attacchi di panico possono includere palpitazioni, sudorazione eccessiva, tremori, mancanza di respiro, sensazione di soffocamento, dolore toracico, vertigini e sensazione di svenimento. A livello psicologico, le persone che vivono attacchi di panico possono sperimentare una paura irrazionale, un senso di catastrofe imminente, confusione mentale e una forte necessità di scappare dalla situazione in cui si trovano.</p>
<p>Nel caso delle fobie specifiche la paura si concentra su un singolo oggetto o situazione, come ad esempio i ragni (aracnofobia) o i luoghi chiusi (claustrofobia). Quest’ultime sono paure o avversioni irrazionali nei confronti di oggetti o situazioni specifiche. Le persone affette da fobie specifiche sperimentano una paura intensa e persistente quando sono esposte all&#8217;oggetto o alla situazione temuta, spesso evitandoli attivamente per evitare l&#8217;ansia e lo stress associati. Esse possono avere un impatto significativo sulla vita quotidiana e limitare le attività e le esperienze delle persone coinvolte.</p>
<p>La Terapia Breve Strategica è tra le più efficaci ed efficienti terapie per affrontare questo tipo di problematica.</p>
<p>In conclusione, i disturbi d’ansia possono essere molto debilitanti, ma con il trattamento adeguato possono essere gestiti con successo. Se si sospetta di soffrire di un disturbo d’ansia, è importante cercare l’aiuto di un professionista qualificato.</p>

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</section><p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/trattamento-dei-disturbi-dansia/">Trattamento dei disturbi d’ansia.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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		<title>DUBBIO PATOLOGICO e altre trappole della ragione. Come uscirne in tempi Brevi.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/dubbio-patologico-e-altre-trappole-della-ragione-come-uscirne-in-tempi-brevi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2016 22:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Ossessivo-Compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[cogitocentrismo]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio patologico]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il cogitocentrismo intrappola &#160; C’era una volta un asinello che camminando lungo una strada si imbatté in due mucchi di fieno uguali ed equidistanti da lui. L’asino, che aveva un certo appetito, cominciò ad osservarli, voltava il capo alternativamente a destra e a sinistra, indeciso su quale dei due mucchi iniziare a mangiare. Erano...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quando il cogitocentrismo intrappola</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">C’era una volta un asinello che camminando lungo una strada</p>
<p style="text-align: right;">si imbatté in due mucchi di fieno uguali ed equidistanti da lui.</p>
<p style="text-align: right;">L’asino, che aveva un certo appetito, cominciò ad osservarli,</p>
<p style="text-align: right;">voltava il capo alternativamente a destra e a sinistra,</p>
<p style="text-align: right;">indeciso su quale dei due mucchi iniziare a mangiare.</p>
<p style="text-align: right;">Erano entrambi molto appetibili ed assolutamente identici</p>
<p style="text-align: right;">tra loro così l’asino non riusciva a prendere una decisione.</p>
<p style="text-align: right;">Passò il tempo senza che le cose cambiassero e</p>
<p style="text-align: right;">alla fine l’asino morì di fame.</p>
<p style="text-align: right;">L’Asino di Buritano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">L’Illusione del Ragionamento Perfetto pone le sue basi già nell’Antica Grecia. Dobbiamo ad Aristotele (seguito dal razionalismo cartesiano, il positivismo settecentesco, raggiungendo l&#8217;acme ai <span style="line-height: 1.5;">giorni nostri), un tipo di pensiero improntato sulla <em>logica razional</em>e, che guiderà l’uomo a procedere, per oltre 20 secoli, nella conoscenza delle cose attraverso un metodo rigoroso, che si prefigge lo scopo di condurre alla conoscenza del «vero», tramite i principi di: «identità», di «non contraddizione» e del «terzo escluso» (Nardone G., De Santis G., 2011).</span></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna attendere gli inizi del ‘900, perché Gödel, con la sua formulazione del <em>teorema di indecidibilità</em>, abbattesse in un sol colpo il castello del positivismo logico, dimostrando l’impossibilità della conoscenza di un sistema da parte di chi ne è incluso. Gödel distrusse, così, <span style="line-height: 1.5;">l’idea della conoscenza oggettiva, ovvero della “verità scientifica”. </span>Dopo di lui Heisenberg, con il <em>principio di indeterminazione</em>, dimostrò ulteriormente l’influenza dello sperimentatore e dei suoi strumenti sull’oggetto e il risultato della sperimentazione (Nardone G., De Santis G., 2011).</p>
<h3 style="text-align: justify;">COS’È IL DUBBIO PATOLOGICO</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescatroiano.it/wp-conten t/uploads/2016/05/Dubbio-Patologico.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1027" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Dubbio-Patologico.jpg" alt="Dubbio Patologico" width="251" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Dubbio Patologico è un particolare tipo di <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-disturbo-ossessivo-compulsivo/">Disturbo Ossessivo Compulsivo</a> Mentale</em> che consiste nel porsi una serie di domande alle quali si cerca di dare delle risposte rassicuranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande sono però “indecidibili”, cioè si tratta di domande per le quali non esiste un’unica risposta formalmente corretta. Ad esempio quella è la persona giusta per me oppure no? La mia relazione finirà, oppure no? Sarò in grado o non sarò in grado…? Sarà questo o quest’altro? Ce la farò a fare questo oppure no?</p>
<p style="text-align: justify;">Nella continua ricerca di una risposta logica e rassicurante ci si incarta sempre più costruendo da sé la prigione mentale che ci renderà prigionieri del <em>loop</em> di domande e risposte, domande e risposte, etc.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO DEL PROBLEMA IN OTTICA STRATEGICA</h3>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti del Cogitocentrismo si manifestano tramite il tentativo di dare a tutti i costi una spiegazione a qualcosa, dando più attenzione al senso e al significato delle cose che non hanno spiegazione, più che alla loro forma, creando un cortocircuito della ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;cortocircuito&#8221; <span style="line-height: 1.5;">si verifica tra quello che noi definiamo <em>coscienza</em>, la nostra parte razionale che viene identificata con la corteccia, la parte del cervello filogeneticamente più evoluta, e la <em>consapevolezza operativa</em> cioè l’amigdala, la sede delle sensazioni primordiali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5;"> Noi quando elaboriamo delle informazioni lo facciamo attraverso gli organi di senso: vista, udito, gusto, tatto e olfatto. L’informazione arriva agli organi di senso, tramite stimoli elettrici, arrivati</span><span style="line-height: 1.5;"> all&#8217;amigdala</span><span style="line-height: 1.5;">, </span><span style="line-height: 1.5;">vengono interpretati come sensazioni-</span><span style="line-height: 1.5;">emozioni (rabbia, gioia, dolore etc). Queste sensazioni arrivano infine alla corteccia e una volta elaborate iniziamo a ragionarci sù. A questo punto esse possono essere di nostro gradimento oppure no, ma quando cerchiamo di dare una spiegazione razionale a queste sensazioni (infatti non esiste una spiegazione razionale perché sono pure sensazioni) il tentativo di controllo genera il &#8220;tilt&#8221; proprio perché la</span><span style="line-height: 1.5;"> <em>coscienza</em> irrompe sulla <em>consapevolezza</em> <em>operativa,</em> cercando di controllarla. </span></p>
<h3>MODALITA&#8217; ATTRAVERSO LE QUALI IL DUBBIO INCASTRA</h3>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><strong>1- Perversione della ragione</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Si manifesta con il timore del dubbio: Potrei fare del male a mio figlio? Potrei far male ad altre persone? La paura è quella di perdere controllo, di impazzire.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><strong>2- Iper-razionalizzazione (trovare spiegazione razionale al dubbio)</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Ricerca di assoluta certezza (rispetto a sé stesso o altri), di correttezza o scorrettezza di chi esamina le cose, che porta la persona a scandagliare tutte le diverse possibilità di una situazione rispetto ad un’altra; portandola a rimuginare, rimuginare continuamente rispetto a un evento accaduto o rispetto alla scelta da operare.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="wp-image-1030 alignleft" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Persecutore-interno.jpg" alt="Persecutore interno" width="162" height="122" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>3-Persecutore Interno</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="line-height: 1.5;">In questo caso abbiamo la c</span><span style="line-height: 1.5;">oscienza che perseguita la persona mettendo in dubbio le </span><span style="line-height: 1.5;">proprie capacità o incapacità, la riuscita di un evento, se le cose andranno bene oppure no, se accadranno o meno. Ad es: “Sarò in grado o non sarò in grado? Sarà la scelta per me o no? Andrà bene o andrà male?”.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="wp-image-1028 alignleft" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Sabotatore-Interno.jpg" alt="Sabotatore Interno" width="160" height="117" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>4- Sabotatore Interno</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">L’idea è che comunque fai sbagli. Usando le parole di Søren Kierkegaard:</p>
<p style="padding-left: 30px;">«Sposati e te ne pentirai, non sposarti e te ne pentirai lo stesso&#8230; Ridi delle assurdità del mondo, e te ne pentirai; piangi sulle assurdità del mondo, e te ne pentirai&#8230; Dai fiducia ad una ragazza e te ne pentirai; non dare fiducia a una ragazza e te ne pentirai ugualmente&#8230;».</p>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="wp-image-1029 alignleft" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Inquisitore-Interno.png" alt="Inquisitore Interno" width="127" height="164" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Inquisitore-Interno.png 343w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Inquisitore-Interno-233x300.png 233w" sizes="(max-width: 127px) 100vw, 127px" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>5-Inquisitore interno</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In questo caso il dubbio incolpa e condanna, e porta ad attribuire a sé stessi, <span style="line-height: 1.5;">come se fossero francobolli, </span>tutte le responsabilità degli insuccessi e/o fallimenti propri, degli altri, del mondo.<span style="line-height: 1.5;"> L’idea è che: &#8220;comunque sei colpevole&#8221;. </span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5;">Franz Kafka ci offre un&#8217;immagine </span><span style="line-height: 1.5;">evocativa</span><span style="line-height: 1.5;"> descrivendo colui che è stato condannato per una colpa che non ha, ma che egli ha confessato:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">« Dalla cella vede che stanno costruendo un patibolo nel cortile. È convinto che sia per lui. Notte tempo riesce a scappare dalla cella, corre nel cortile, sale sul patibolo e si impicca da solo »</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO STRATEGICO</h3>
<p style="text-align: justify;">In questi casi sempre mossi dall&#8217;illusione del ragionamento perfetto, e dalla applicazione della logica razionale ai problemi umani, <span style="line-height: 1.5;">il Cogito Cartesiano diviene, per gli esseri umani,</span><span style="line-height: 1.5;"> lo strumento principe per affrontare le proprie insicurezze e i propri timori. Tuttavia, quando tale razionalità viene estremizzata, si trasforma da risorsa in limite; questo accade quando si tenta di applicarla a fenomeni a cui non può adattarsi, come ad esempio le paure irrazionali, i dubbi, le relazioni amorose controverse, situazioni in cui la logica razionale aristotelica </span><span style="line-height: 1.5;">si trasforma in una trappola (Nardone, De Santis, 2011).</span></p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo dell’intervento strategico nel trattamento del <em>Dubbio Patologico</em> è quello di bloccare le risposte per inibire la domande patogene i<span style="line-height: 1.5;">n maniera tale che il dubbio si sciolga come neve al sole. Se l</span><span style="line-height: 1.5;">a persona</span><span style="line-height: 1.5;"> riesce mentalmente ad inibire la domanda evitando di rispondere, si procede in questo modo fino ad estinzione della patologia; altrimenti s</span><span style="line-height: 1.5;">i </span><span style="line-height: 1.5;">chiede al paziente di r</span><span style="line-height: 1.5;">iportare il dialogo interno su carta fino alla &#8220;r</span><span style="line-height: 1.5;">eductio ad absurdum&#8221;</span><span style="line-height: 1.5;">con il risultato di far collassare </span><span style="line-height: 1.5;">il dubbio su se stesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Kant: L&#8217;intelligente dà risposte esatte, il saggio fa le domande giuste.</p>
<p style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA<br />
Nardone G., De Santis G. (2011) COGITO ERGO SOFFRO. Quando pensare troppo fa male.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SE NON FA MALE, E’ BUONO.  Ortoressia e altre fissazioni alimentari.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-l-ortoressia-e-altre-fissazioni-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 20:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Ossessivo-Compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[ortoressia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione cibo sano]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; Per gli ossessionati non c’è scelta: l’ossessione ha scelto per loro prima di loro Emil Cioran INTRODUZIONE Il Modello Breve Strategico, a differenza  diquanto sostenuto da alcuni studiosi di disordini alimentari, individua alcune forme di disagio nei confronti del cibo non come riconducibili ai classici Disturbi del Comportamento Alimentare...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Per gli ossessionati non c’è scelta:</p>
<p style="text-align: right;">l’ossessione ha scelto per loro prima di loro</p>
<p class="r" style="text-align: right;">Emil Cioran</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Modello Breve Strategico, a differenza  diquanto sostenuto da alcuni studiosi di disordini alimentari, individua alcune forme di disagio nei <em>confronti del cibo</em> non come riconducibili ai classici Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), ma come riconducibili allo <em>spettro dei disturbi <a href="http://www.francescatroiano.it/area-patologia/disturbi-dansia/">fobici</a>&#8211;<a href="http://www.francescatroiano.it/area-patologia/disturbi-ossessivo-compulsivi/">ossessivi</a>;</em> poiché alla base di questi disturbi vi è la “paura” non il “piacere” (come nei DCA). Queste ossessioni-fobiche sono alimentate dalla <em>credenza</em> per la quale, la consumazione di un certo tipo di cibo possa essere portatore di malattie o eventi catastrofici. La più nota di queste ossessioni è l’Ortoressia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DEFINIZIONE</h3>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ortoressia.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-1300" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ortoressia-595x335.jpg" alt="CN8F57 Healthy foods pegged to a washing line" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il termine <em>Ortoressia</em> deriva dal greco Orthos (giusto) e Orexis (appetito) e indica l’ossessione psicologica per il mangiare &#8220;sano&#8221;. Il problema si basa sull’illusione che tutta la <em>salute</em> dell’essere umano passi esclusivamente attraverso il &#8220;cibo&#8221;. Viene rifiutato tutto ciò che non è ritenuto per la persona <em>cibo sano,</em> e disprezzati coloro che non adottano il medesimo stile alimentare.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">L’errore che viene condotto molto spesso è quello di collegare questa forma di disturbo a una forma <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">Anoressoide</a></em> di disordine alimentare, ma in realtà ciò che spinge queste persone a un comportamento così ossessivo non è la paura di ingrassare o il desiderio di dimagrire, come nel caso dell’<a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">anoressia</a> ma soltanto la <em>paura degli effetti</em> di certe sostanze.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DESCRIZIONE DEL PROBLEMA</h3>
<p style="text-align: justify;">La persona perdere di vista l’importanza dello <em>stato d’animo globale</em>, caratterizzato dal forte stress e angoscia dovuta all’esecuzione fedele dei rituali. Gli effetti dello stress, interferiscono significativamente nella sfera Bio-Psico-Sociale della persona. Non a caso, le ricadute del disturbo si ripercuotono nella vita emotiva e relazionale dell’individuo, non solo nella relazione tra sé e sé ma anche tra sé e gli altri. Infatti, è frequente il rifiuto/difficoltà nell’ uscire di casa per consumare un pasto insieme ad amici e/o parenti, per le ingenti difficolta dovute al controllo nella preparazione dei pasti. Questo chiaramente porta alla perdita del piacere della <em>socialità</em> legata alla consumazione del cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le convinzioni alimentari sono talmente rigide che risulta impossibile metterle in discussione; infatti, si evita perfino il confronto con gli “esperti del settore”, poiché si crede di avere le corrette informazioni alimentari, nella maggior parte dei casi parziali e/o imprecise.  Questa <em>ossessione sul cibo</em> porta con se la perdita del piacere nella selezione, preparazione e consumazione degli alimenti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO PROBLEMA</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di ossessione fobica è caratterizzata dalla/dal:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Ruminazione </em>ossessiva sul cibo (durante tutto il giorno);</li>
<li>Pianificazione dei pasti in anticipo (preparazione, consumazione, etc.);</li>
<li>Impiegare parecchio tempo nella ricerca e acquisto di cibo;</li>
<li>Preparare cibo secondo procedure particolari (seguire solo certi tipi di cotture, utilizzare solo certi tipi di pentole).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Evitare di mettere in atto scrupolosamente i seguenti rituali provoca ansia e angoscia con ricadute psicosomatiche importanti, sulle persone con questo problema.</p>
<h3 style="text-align: justify;">ALTRE FISSAZIONI ALIMENTARI</h3>
<p style="text-align: justify;">La lista delle fissazioni fobiche legate al cibo è pressoché illimitata, poiché come afferma Giorgio Nardone (Nardone G., 2000, Nardone G., 2003, Nardone G.,Portelli C., 2013) le fobie sono tante quanto una mente umana ne può inventare. Possiamo avere tanti tipi di <em>fobie/ossessioni</em> legate al cibo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Fobia dei cibi troppo duri, e/o con filamenti (mozzarella, etc.) che implica paura di non riuscire a deglutirli per paura di strozzarsi;</li>
<li>Fobia dei cibi troppo elaborati e pesanti che possono produrre gravi problemi intestinali;</li>
<li>Fobia dei cibi contaminati da sostanze chimiche, e/o cibi transgenici;</li>
<li>Fobia per alcuni cibi e utilizzo solo dei cibi ritenuti utili per la prevenzione nei confronti di malattie minacciose come il cancro, l’infarto, etc;</li>
<li>Ossessione per la sterilizzazione dei cibi per paura del contagio.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p style="text-align: justify;">Individuali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Rituali (spezzettare i cibi, triturarli in bocca, etc.),</li>
<li>Evitamento dei cibi ritenuti minacciosi,</li>
<li>Controllo delle circostanze legate alla selezione, preparazione, consumazione.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO STRATEGICO</h3>
<p style="text-align: justify;">Questa classe di problemi si risolve rapidamente con il protocollo messo appunto per il problemi fobici-ossessivi. Dall’analisi della Ricerca-Intervento si evince che una volta sbloccata, attraverso specifiche metodiche, la fissazione fobica il problema nei confronti del cibo si dissolve velocemente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo dell’intervento è quello di far cortocircuitare la <em>credenza</em> alla base del problema su se stessa con specifiche tecniche. Quindi, una volta minata la credenza attraverso l’uso <em>dell’Esperienza Emozionale Correttiva </em>[1] e, cioè si porta la persona a <em>sentire </em>[2]  differentemente sul campo che quello che si teme risulta infondato, poiché parte del disturbo. Si procede quindi riorientando la percezione della persona ristrutturando l’idea che ogni <em>evitamento</em> conferma la minacciosità della credenza rendendo <em>reale</em> ciò che spaventa.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ottica, la persona arriva a costruire il proprio problema diventando sia il burattino che il burattinaio dei suoi stessi problemi. Inoltre, vi è la constatazione che il<em> controllo</em> che la persona crede di avere sulla realtà che lo circonda, è assente. Infatti, l’unico modo di ottenere il controllo è essere disposti a perderlo, per poi riprenderlo. Da quest&#8217;analisi emerge che le ossessioni fobiche rappresentano con limpidezza che anche la cosa più ragionevole, nei suoi eccessi, diviene pericolosa quanto l’irragionevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Nietzsche: “tutto ciò che è <em>assoluto</em> appartiene alla patologia”.</p>
<h3>NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] L’EEC (costrutto coniato da Alexander) rappresenta una nuova concreta esperienza attraverso la quale il paziente riesce a svolgere qualcosa precedentemente impossibile. Questa nuova esperienza permette alla persona di modificare il suo SPR, dandole la possibilità di vedere quella realtà da più punti di vista, e inducendolo ad un cambiamento dell’elaborazione cognitiva di tale realtà (cambiamento di 2° ordine). Infatti, è solo grazie ad esperienze realmente vissute che si strutturano nuovi apprendimenti (Piaget). Tutto questo avviene attraverso un processo di scoperta che egli pensa di aver guidato in prima persona e questo permette anche di ridurre le resistenza perché come dice Pascal chi si persuade da solo si persuade prima e meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Differente cosa risulta la spiegazione razionale: il far capire, inefficace in questi casi; approccio tipico degli approcci razionalisti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (1995). <em>Paura, panico, fobie.</em> La terapia in tempi brevi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (1998). <em>Psicosoluzioni</em>. Risolvere rapidamente complicati problemi umani. Collana Psicologia e Società. Bur Rizzoli Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2000). <em>Oltre i limiti della paura.</em> Superare rapidamente le fobie le ossessioni e il panico. Bur Rizzoli Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2003). <em>Non c’è notte che non veda giorno</em>. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico. Ponte delle Grazie srl Milano Editore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  patologie alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2013). <em>Psicotrappole. </em>Ponte delle Grazie Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G., Portelli C. (2013) Ossessioni Compulsioni Manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi.</p>
<p>&nbsp;<br />
Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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		<title>ANORESSIA. L&#8217;Astinenza dal cibo e dalle Emozioni.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 15:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[anestesia]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; L’astinenza è più facile della moderazione (S. Agostino) &#160; INTRODUZIONE I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una tematica che nell’ultimo decennio ha subito notevoli evoluzioni. È interessante notare come la distribuzione dei disordini del comportamento alimentare sia nettamente più diffusa in quei paesi a forte industrializzazione o Paesi...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">L’astinenza è più facile della moderazione</p>
<p style="text-align: right;">(S. Agostino)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una tematica che nell’ultimo decennio ha subito notevoli evoluzioni. È interessante notare come la distribuzione dei disordini del comportamento alimentare sia nettamente più diffusa in quei paesi a forte industrializzazione o Paesi ricchi, rispetto ai Paesi a bassa industrializzazione o poveri. Se ci pensiamo, fino a 10 anni fa in India non esistevano casi di Anoressia se non tra le principesse, poiché se una ragazza non mangiava sicuramente i suoi famigliari non avrebbero fatto complimenti. Oggi l’effetto dell’incremento del benessere e l’opulenza alimentare anche nelle classi medie indiane ha determinato un’emergente presenza di questi disturbi anche in quei territori. Infatti, se analizziamo le abitudini alimentari dei paesi occidentali, emerge che il cibo non rappresenta più un effettivo bisogno alimentare ma viene, prevalentemente, consumato per il piacere che da esso ne deriva.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’evoluzione culturale ha influenzato anche la trasformazione di questi disturbi, rendendoli sempre più variegati ed evoluti rispetto al passato. Per quanto sia difficile tracciare una linea netta tra i disturbi, in quanto ogni disturbo rappresenta un continuum, i dati dell’APA ci dicono che l’Anoressia è un disturbo in forte calo poiché nella maggioranza dei casi esso evolve in forme più evolute: come il <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a> o il <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge-Eating</a> (<em>Nardone G, 2003</em>).</p>
<h3 style="text-align: justify;">DEFINIZIONE</h3>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1295" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2.jpg" alt="anoressia2" width="288" height="206" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2.jpg 350w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2-300x214.jpg 300w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’anoressia è quel tipo di patologia che prevede da parte della paziente la <em>riduzione</em> progressiva del cibo fino al suo completo rifiuto. Ciò che alimenta questa idea, che si trasformerà piano piano in un’ossessione, è quella di essere grassi. Successivamente alla riduzione del cibo, avviene che la percezione di questi pazienti effettivamente cambia, arrivando a deformare le loro “lenti percettive&#8221;, fino ad ottenere un’alterata percezione del proprio corpo e anche se effettivamente magre e/o sottopeso continuano a percepirsi come troppo grasse.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Nell’Anoressia, a differenza del <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a>, il vomito viene usato esclusivamente come <em>condotta compensatoria</em> per non ingrassare, e non come nel vomiting che si mangia per vomitare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uso di condotte compensatorie può essere presente sia nell’Anoressia che nel <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge-Eating</a>. Le pazienti con Anoressia sono molto più controllate e disciplinate, riuscendo ad esercitare un controllo maggiore sul cibo rispetto ai <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge-Eating</a>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Dai dati della Ricerca-Intervento condotta dal CTS di Arezzo sono emerse due tipologie di Anoressia <em>Sacrificante e</em> <em>Astinente:</em></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">L’anoressia <strong><em>Sacrificante</em></strong> rappresenta la tipologia di anoressia ben descritta nella letteratura di tradizione Sistemica e della Scuola di Milano, in particolare (S. Palazzoli, 1963). In questi casi la ragazza “portatrice del problema” inizia a svilupparlo e mostrare i sintomi in concomitanza con la crisi famigliare. Questo permette alla famiglia di spostare l’attenzione dai loro problemi coniugali a quelli della figlia, con il risultato per la ragazza di disporre di una serie di attenzioni di cui ella prima non disponeva (vantaggi secondari). Saranno proprio questi <em>vantaggi secondari</em> relativi alla problematica assieme all’obiettivo del sacrificio ad aumentare la resistenza al cambiamento. Il sacrificio della ragazza ha lo scopo di tenere unita la faglia che ora lotta contro un nemico comune: la “malattia”. Questa tipologia di anoressia viene definita da Costin (1996) <em>«Capro Espiatorio. </em><em>Un’altra tipologia è definita <em>«l’Eroe della Famiglia»</em> (Costin,1996). Si tratta di quel tipo di anoressie che vissute in un sistema familiare caotico e privo di figure di riferimento forti, assumono su di sé tutto il carico delle problematiche famigliari. Si tratta di persone forti e determinate, che diventano precocemente indipendenti e sviluppano una perfetta capacità di <em>autocontrollo </em>e fiducia in se stesse. Il sintomo anoressico in questi casi rappresenta la forma di controllo finale che la ragazza arriva ad autoimporsi (Nardone, Verbitz, Milanese, 1999). Nonostante l’enfasi in letteratura questo tipo di anoressia sta andando scomparendo.</em></li>
<li style="text-align: justify;">L’anoressia <strong><em>Astinente </em></strong>rappresenta la forma evoluta, ma più frequente, di anoressia: oltre il 60% della <em>ricerca-intervento</em>. Le anoressie astinenti presentano da un lato una fragilità emotiva, labilità psicologica e grande difficoltà a controllare le loro emozioni. La loro percezione è alterata da <em>lenti deformanti</em> che tendono ad ingigantire qualsiasi problema, facendo apparire qualsiasi cosa difficile da risolvere. Questa percezione della realtà le rende insicure, timorose e costantemente insoddisfatte. Dall’altro lato sono persone orientate al lavoro, molto precise, instancabili e bravissime, sia in campo scolastico che lavorativo. In questi casi il cibo assume il ruolo di <em>distrattore </em>dalla loro labilità emotiva e affettiva. Infatti, concentrando tutte le loro attenzioni sul cibo il resto passa in secondo piano.</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;">TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p style="text-align: justify;">Le tentate soluzioni disfunzionali (TSR)[1] individuate dalla ricerca sono:</p>
<p>Individuali</p>
<ul>
<li>Restrizione calorica (suddivisione in buoni o cattivi)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-1296" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2.jpg" alt="Dieting" width="194" height="129" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2.jpg 450w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>
<ul>
<li>Uso di lassativi, Diuretico e/o uso di farmaci (per ridurre l’appetito)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1286" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg" alt="Lassativi" width="159" height="106" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg 311w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 159px) 100vw, 159px" /></p>
<ul>
<li>Extreme Exercise (Esercizio Fisico Estremo)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/extreme-exercise.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1297" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/extreme-exercise-595x413.jpg" alt="extreme exercise" width="185" height="129" /></a></p>
<p>Sistema</p>
<ul>
<li>Spingerla a mangiare</li>
<li>Parlare del problema</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L’anoressia è un processo graduale che porta la paziente ad <em>astenersi</em> dal cibo fino a giungere a rifiutarlo gradatamente; infatti, è importante sottolineare che non si diventa anoressici da un giorno all’altro. L’esigenza di dimagrire o non ingrassare scaturisce dall’esigenza di voler aderire a modelli socialmente ratificati di bellezza precostituita. Continuando ad assecondare questa credenza si continua a dimagrire, finché il risulto si “scontra” con l’ideale di bellezza desiderato. A questo punto è troppo tardi poiché ci si è costruiti la trappola dalla quale non si riesce più ad uscire, e la magrezza eccessiva porta con sé una serie di problematiche fisiche [2] e la conseguente perdita dell’adeguatezza percettiva del proprio corpo. In questa fase di alterata percezione della propria persona, chi soffre di questa problematica arriva allo scontro con tutti coloro che evidenziano l’eccessiva magrezza e inevitabilmente gli accusa di essere poco obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna considerare che, nel momento in cui le pazienti si astengono dal cibo, si verifica un effetto fisiologico molto importante: l’emissione di neurotossine che determinano un «<em>effetto droga</em>» simile a quello indotto dalla cocaina e dall’anfetamina[3]. Questo effetto si evidenzia molto bene nelle pazienti che mostrano un atteggiamento di estrema eccitazione, un’energia inesauribile, simile a quello che si osserva in certi tossicomani, accompagnata da una sorta di apparente imperturbabilità.</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">Il premio nobel Henry Laborit ha dimostrato nelle sue ricerche come l’essere umano è così duttile e corruttibile che è sufficiente che questi ripeta per qualche mese un &#8220;<em>copione percettivo-reattivo&#8221;,</em> autoimposto o imposto dalle circostanze, affinché questo diventi automatizzato e apparentemente naturale e spontaneo. Proprio questo rende resistente il disturbo anoressico a tutti quei trattamenti basati sulla ragionevolezza e la razionalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo si rendono necessari interventi terapeuti basati su stratagemmi in grado di aggirare tale poderosa resistenza al cambiamento. L’obiettivo dell’Intervento Strategico è quello di portare la persona a liberarsi dall’<em>armatura</em> costruitasi, che la &#8220;scherma&#8221; dalle sensazioni, ristabilendo o creando un rapporto nuovo ed equilibrato con il cibo e le sue sensazioni. Una volta sbloccata la problematica, ripreso il peso, ristabiliti i parametri fisiologici (ad es. la ricomparsa del ciclo, etc.) si procede al lavoro sull’aspetto emotivo-relazionale, portando la persona a gestire in modo funzionale, efficace e in autonomia tutta l’aria affettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Arsene Arcelot: «Più che la ragione è lo stomaco che ci comanda».</p>
<h3 style="text-align: justify;">NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] Il costrutto di TS viene elaborato dal gruppo di ricercatori del M.R.I. di Palo Alto, e costituisce un riduttore di complessità indispensabile in TBS, che permette di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che viene fatto dal paziente, dai suoi familiari o dai suoi curanti per cercare di risolvere il problema. Questa forma di interazione tra il soggetto, la realtà e il mondo, di per sé non è patologica, anche perché la TS sicuramente sarà stata efficacie in passato per risolvere problemi simili. Esse possono diventare disfunzionali, quando diventano ridondanti (TSR) e si ripetono in rigidi copioni che, anziché risolvere il problema, lo trasformano in una vera e propria patologia.</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Sono comuni disturbi fisiologici compresi <em>amenorrea</em> (interruzione del ciclo), stipsi, dolori addominali, intolleranzza al freddo, letargia o eccesso di energie. Sono presenti anomalie dei parametri vitali ad es. disidratazione, riduzione degli ormoni tiroidei ed ormoni sessuali. Altro aspetto importante è la riduzione della densità ossea che aumenta il rischio di fratture. Come difesa e preservazione del nostro corpo nei periodi di carestia, il nostro cervello, prevede una significativa riduzione del dispendio energetico a riposo.</p>
<p>[3] Come ben descritto da Win Moley direttore per alcuni anni del <em>Eating Disorder Center</em> del <em>Mental Research Institute</em> di Palo Alto.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">American Psychiatric Association (2015). <em>DSM-5</em> Manuale diagnostico e statistico dei disturbi    mentali.   Edizione Italiana curata da Massimo Biondi. Cortina Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  ANORESSIA, BULIMIA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  patologie alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE. Sciogliere i blocchi psicologici che   </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  impediscono di</em> <em>dimagrire e mantenersi in forma.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice Dott. Francesca Troiano</p>
<p>Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>BINGE-EATING. Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 21:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[abbuffatte]]></category>
		<category><![CDATA[digiuni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; “Il piacere diviene lo scoglio sul quale l’essere umano corre a naufragare” Philips Chesterfield &#160; INTRODUZIONE Il Binge-Eating, o disturbo da alimentazione incontrollata, proprio per la sua particolarità dovuta all&#8217;alternanza di digiuni: dove si cerca di restringere il più possibile e grandi abbuffate: dove si perde completamente il controllo, potrà...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>“Il piacere diviene lo scoglio sul quale l’essere umano corre a naufragare”</em></p>
<p style="text-align: right;">Philips Chesterfield</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Binge-Eating, o disturbo da alimentazione incontrollata, proprio per la sua particolarità dovuta all&#8217;alternanza di <em>digiuni:</em> dove si cerca di restringere il più possibile e grandi <em>abbuffate:</em> dove si perde completamente il controllo, potrà sembrare al lettore uno strano cocktail tra Anoressia, Bulimia e Vomiting. Anche in questo caso, dopo che il disturbo si è insediato la sua tipologia di persistenza assume caratteristiche del tutto originali. Proprio per la sua originalità richiede, al fine della sua soluzione, uno specifico tipo di trattamento decisamente diverso da quelli idonei per le problematiche precedentemente elencate.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DEFINIZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Binge-Eating, in Ottica Strategica,</em> è un disturbo caratterizzato dall’alternarsi di periodi prolungati di <em>astinenza</em> in cui il paziente si sottopone a veri e propri <strong>digiuni,</strong> nei quali può sia non mangiare completamente nulla sia ridurre il pasto a frutta e verdura, e altri periodi, più o meno lunghi, di intensa <em>trasgressione</em> caratterizzati da grandi <strong>abbuffate</strong>. Questo quadro può presentare la presenza di strategie compensatorie come l&#8217;uso di lasssativi e diuretici e la presenza di attività fisica estrema.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’Approccio Strategico il Binge Eating consiste in una particolare variante della <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimia</a> e si differenzia, in particolare, dalla <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">Bulimia</a> &#8220;Jo-Jo&#8221;,</em> infatti, in quest’ultimo caso al termine delle abbuffate la persona torna all’utilizzo della dieta suddivisa nei tre pasti. Invece, l&#8217;alimentaizione di coloro che soffrono di Binge-Eating non prevede pasti regolari ma le abbuffate sono poi compensate dal digiuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra differenza riguarda la <em>quantità dell’abbuffata</em>, che nel caso della <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">Bulimia</a> &#8220;Jo-Jo&#8221; prevede piccole quantità di cibo, mentre nel caso del Binge-Eating si tratta di abbuffate molto più consistenti quasi simili a quelle nel <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a>, ma senza l’utilizzo di condotte di eliminazione, come appunto il vomito.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DESCRIZIONE DEL PROBLEMA</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Binge-Eating si osserva in persone decisamente <em>autonome</em> che improntano la loro vita sull’efficacia e l’efficienza soprattutto nella vita lavorativa, spesso single, e di successo sociale. Infatti, queste persone praticano le loro abbuffate in segreto e in completo isolamento dal mondo sociale, mentre al di fuori possono mostrare una vita perfetta: efficienti e determinate sul lavoro. Alcuni esempi sono la “donna-manager di successo” che risulta invidiabile dall’esterno per le sue capacità nel campo lavorativo ma in segreto, quando è in camera sua, arriva a consumare fino a due abbuffate settimanali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO IN OTTICA STRATEGICA</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1289" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/binge-eating1-595x330.jpg" alt="binge-eating" width="334" height="185" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla base il meccanismo del Binge-Eating presenta l’illusione, da parte delle persone che ne soffrono, di avere un apparente controllo tramite l’alternanza di periodi nei quali esse controllano il loro desiderio tramite il digiuno, e periodi di abbuffata programmata e organizzata al meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <em>abbuffate</em> solitamente sono caratterizzate dai cibi che ci si vieta, ritenuti &#8220;pericolosi&#8221; poiché fanno ingrassare. Quando ci vietiamo qualcosa, nella nostra mente si attiva uno strano meccanismo per il quale, più lo si vieta più lo si desidera, finché non potendone fare a meno si finisce per abbuffarsi di tutti quegli alimenti ritenuti &#8220;proibiti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I <em>digiuni</em> rigorosi sono caratterizzati da cibo che, secondo la percezione delle persone con questa problematica, non fa ingrassare, come ad es. insalate nelle sue varie forme. A questo quadro, si aggiunge la completa assenza di qualsiasi forma di piacere nella selezione e degustazione dei cibi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi pazienti si rivolgono ad uno psicoterapeuta quando le abbuffate aumentano e, quindi, non riescono più a controllarle, iniziando a perdere quella piacevolezza e a diventare minacciose. Oppure, nel caso in cui la persona avverte di star perdendo il controllo della sua vita, ad es. accade qualcosa di talmente sconvolgente, come un “innamoramento”, o tragico insuccesso professionale; cosa che per loro, poiché sempre improntati al controllo relativo all&#8217;efficienza, risulta inaccettabile.</p>
<h3 style="text-align: justify;">TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p style="text-align: justify;">Le Tentate Soluzioni Ridondanti (TSR) [1] individuate dalla ricerca sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Digiuno/Abbuffata</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1284" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno.jpg" alt="digiuno" width="188" height="125" /></a><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1285" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpg" alt="bulimia" width="124" height="124" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpg 240w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 124px) 100vw, 124px" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Uso di lassativi, Diuretici</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1286" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg" alt="Lassativi" width="191" height="127" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg 311w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Extreme Exercise (Esercizio Fisico Estremo)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/esercizio-estremo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1287" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/esercizio-estremo-595x401.jpg" alt="esercizio estremo" width="193" height="130" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO STRATEGICO</h3>
<p style="text-align: justify;">Trattandosi di casi particolarmente resistenti non è pensabile prospettare per loro una drastica modifica dello stile di vita. La particolare resistenza è dovuta al fatto che, anche definendosi collaborativi, tendono ad estendere la loro tendenza al controllo anche verso il terapeuta, con l’obiettivo di manipolare la terapia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo della terapia, quindi, risulta quello di ripristinare la capacità di queste persone di imparare a <em>gestire</em> <em>il controllo (sul cibo), </em>imparando a renderlo<em> flessibile e </em>allargandolo anche a nuovi eventi della loro vita. Quindi, lo sblocco della problematica prevede il &#8220;cortocircuito&#8221; del perverso circolo vizioso digiuni/abbuffate il quale, una volta stabilitosi, permette sia di concedersi il piacere sia di badare alla forma fisica/estetica. Come dice Sheila Graham il cibo rappresenta la più primitiva delle consolazioni, e qualsiasi tipo di &#8220;controllo&#8221; che si tenta di applicare sul piacere di mangiare, si tramuta, inevitabilmente, nel tentativo di <em>controllo che fa perdere il controllo</em>. Quindi, l’autoregolazione la si ottiene se siamo disposti a perdere l’apparente controllo, imparando a <em>concedersi il piacere</em> in modo controllato; questo lo si ottiene: imparando a lasciare andare il controllo, per poi riprenderlo gradatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di San Tommaso d&#8217;Aquino: &#8221; Nessuno può vivere senza il piacere&#8221;.</p>
<h3>NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] Il costrutto di TS viene elaborato dal gruppo di ricercatori del M.R.I. di Palo Alto, e costituisce un riduttore di complessità indispensabile in TBS, che permette di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che viene fatto dal paziente, dai suoi familiari o dai suoi curanti per cercare di risolvere il problema. Questa forma di interazione tra il soggetto, la realtà e il mondo, di per sé non è patologica, anche perché la TS sicuramente sarà stata efficacie in passato per risolvere problemi simili. Esse possono diventare disfunzionali, quando diventano ridondanti (TSR) e si ripetono in rigidi copioni che, anziché risolvere il problema, lo trasformano in una vera e propria patologia.</p>
<h3>BIBLIOGRAFIA</h3>
<p>Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, ANORESSIA,</em></p>
<p><em>    BULIMIA.</em></p>
<p><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie </em></p>
<p><em>   alimentari.</em></p>
<p>Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE. Sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di </em></p>
<p><em>  dimagrire e mantenersi in forma.</em><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice Dott. Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa- Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">BINGE-EATING. Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>VOMITING: La Compulsione Irrefrenabile di Mangiare per Vomitare.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 19:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare per vomitare]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[vomiting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; Nei piaceri dei sensi, il disgusto confina con il godimento. (Francis Bacon) &#160; INTRODUZIONE &#8220;Ogni cosa ripetuta un certo numero di volte diventa un piacere”.  Questo processo trova un preciso riscontro  negli studi di Laborit (1982)-premio nobel per la biologia sull’organizzazione sinaptica del cervello umano- che hanno ben...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Nei piaceri dei sensi, il disgusto confina con il godimento.</p>
<p style="text-align: right;">(Francis Bacon)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ogni cosa ripetuta un certo numero di volte diventa un piacere”.  Questo processo trova un preciso riscontro  negli studi di Laborit (1982)-premio nobel per la biologia sull’organizzazione sinaptica del cervello umano- che hanno ben dimostrato come qualsiasi tipo di comportamento, se ripetuto un certo numero di volte, possa gradualmente assumere una connotazione di intensa piacevolezza.</p>
<h3>DEFINIZIONE</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1280" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Vomiting-595x445.jpg" alt="Vomiting" width="269" height="201" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Vomiting</em> o <em>Sindrome da Vomito</em> rappresenta il contributo, più fecondo, emerso dalla Ricerca-Intervento condotta, da oltre 25 anni, dal CTS di Arezzo. Si tratta di una compulsione irrefrenabile basata sul piacere di mangiare grosse quantità di cibo, per poi vomitarle. Il cibo in questo caso non rappresenta più una strategia compensatoria per evitare di ingrassare, come nel caso della bulimia nervosa con condotte di eliminazione, ma si mangia per vomitare. Questo meccanismo ripetuto per più di 6 mesi innesta il disturbo. Chiaramente la piacevolezza nel degustare il cibo è assente. Molte delle pazienti con vomiting sono ex-<a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">anoressiche</a>, o anche, se meno raramente, ex-<a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimiche</a>; questo trova spiegazione nel fatto che i disturbi alimentari rappresentano un continum.</p>
<h3>DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso questa problematica viene confusa con la <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimia</a> con<em> &#8220;condotte di eliminazione&#8221;</em>, invece osservando i dati della ricerca-intervento, emerge che le pazienti che “vomitano in maniera compulsiva” non possono essere definite bulimiche. Questo dato trova riscontro, dai dati emerti dal trattamento delle prime pazienti che &#8220;mangiavano e vomitavano&#8221;, prima che il vomiting, venisse individuata come categoria a sé. Infatti, le prime pazienti con <em>Vomiting</em> trattate con l’usuale trattamento per la <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimia</a> non si sbloccavano, e questo ha fatto ipotizzare che la logica di funzionamento alla base del problema, fosse completamente diversa.</p>
<h3>CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Dalla sperimentazione della ricerca intervento sono emerse tre varianti di vomitatrici:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>trasgressiva inconsapevole</strong>: si tratta di ragazze tra i 14 e i 19 anni, moraliste, inibite e inesperte relazionalmente che tendono all’isolamento e inconsapevoli dell’analogia erotica, e che mangiare e vomitare rappresenti una vera perversione (quasi scomparse per le modifiche culturali);</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>trasgressiva consapevole ma pentita</strong>: si rende conto della perversione ma non vuole più essere “rapita dal demone”. Si tratta di quelle vomitatrici che vorrebbero smettere, ma da sole non riescono.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>trasgressive compiaciuta</strong>: consapevoli della loro perversione, seduttrici, provocatrici, manipolatrici; occorre calibrare con loro molto bene la “seduzione” alternando una fase di <em>distacco</em> a quella di <em>avvicinamento</em>. Vengono spesso portate dalla famiglia. Arrivano anche a rubare per comprare il cibo. All’interno delle &#8220;trasgressive compiaciute&#8221;, una parte anche consistente di pazienti vengono definite “barracuda”, si tratta di coloro che nel momento che vedono un piccolo cambiamento si spaventano. Loro spesso vengono di loro spontanea iniziativa, ma poi abbandonano ai primi risultati e quando tornano ricominciano dal punto di partenza.</li>
</ul>
<h3>FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Vomiting</em> rappresenta una perversione basata sul cibo, caratterizzato da un rituale preciso. Questo rituale non rappresenta, per la paziente, solo il più grande dei piaceri, ma anche il più semplice da ottenere. Infatti, tutto è possibile senza la relazione con un’altra persona; poiché, il cibo a differenza delle persone è sempre disponibile e lo si può gestire e controllare, con facilità. Nei casi più gravi il piacere di mangiare e vomitare è l&#8217;unico piacere che rimane alla paziente, andando ad azzerare tutti gli altri. Il rituale si divide in una:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong><em>Fantasia Appetitiva</em></strong>: in cui vi è da parte della ragazza un’anticipazione mentale dell’abbuffata;</li>
<li><strong><em>Fase Consumatoria</em></strong>: in cui si consuma il cibo;</li>
<li><strong><em>Fase di Scarica</em></strong>: in cui ci si libera con il vomito.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La sequenza del rituale, come facilmente intuibile, risulta isomorfa all’atto sessuale; e non a caso, questo tende ancora di più a farsì che la sintomatologia diventi un facile surrogato dell’attività sessuale. Succede spesso che le pazienti dicano: “mi nascondo, ingurgito e poi vomito…”, in questi casi il cibo diventa il loro &#8220;<em>amante segreto&#8221;</em> (come nel sesso c’è una fantasia che anticipa una “consumazione” a seguito della quale c’è una soddisfazione). Infatti, nel momento in cui si riduce il sintomo, riappare la dimensione sessuale, che porta con se in alcuni casi la <em>scoperta</em>, in altri il <em>riappropriarsi</em> dei piaceri ad essa legati; finché si assiste ad una sorta di coincidenza tra il recupero della capacità orgasmica e la scomparsa del sintomo.</p>
<h3>INTERVENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L’intervento Strategico consiste nel bloccare le <em>Tentate Soluzioni Disfunzionali</em>, favorendo il processo di apprendimento di nuove strategie; modificati i vecchi schemi e apprese le nuove strategie, i pazienti vengono guidati a consolidare le nuove strategie nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del <em>Vomiting</em> l’obiettivo sarà quello di interrompere la sequenza del mangiare e vomitare. Questa semplice interruzione genererà un effetto scoperta interessante da parte della paziente; infatti,  molti pazienti quando tornano nelle sedute successive lamentano: “dott.ssa mi ha rovinato tutto. Non è più piacevole come prima”. Questo perché la semplice interruzione, ripetuta, del mangiare e vomitare crea un’interruzione della piacevolezza del rito. Un rito è piacevole proprio perché fatto in un certo modo, una volta interrotto, non sarà più così piacevole. È come se utilizzando l’analogia della sessualità, venga chiesto alla persona di interrompere l’atto sessuale proprio sul più bello. Questa tecnica che viene definita <em>tecnica dell’intervallo</em> assieme ad altre tecniche e alle ristrutturazioni usate in seduta, hanno l’obiettivo di rovinare la piacevolezza del rito, e riorientare la percezione della paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Eliminato il disturbo alimentare, si procede lavorando sulle relazioni interpersonali che nella maggior parete delle volte (proprio per la pervasività del disturbo) sono carenti o assenti. Concludo con le parole di J.S Cherbulier: “Il piacere ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.</p>
<h3>BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, ANORESSIA, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  BULIMIA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>   alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE.Sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  dimagrire e mantenersi in forma.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p>Psicologa- Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">VOMITING: La Compulsione Irrefrenabile di Mangiare per Vomitare.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>BULIMIA. Come il piacere del cibo può intrappolare.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 12:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[controllo peso]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; &#60;&#60;L&#8217;ingordigia è un rifugio emotivo: è  il segno che qualcosa ci sta divorando&#62;&#62; (Principe De Vries) &#160; INTRODUZIONE Mi piacerebbe introdurre questa problematica con le parole di Cioran: «Se sto bene, prendo la via che desidero; malato, non sono più io a decidere: è la mia malattia». Uno...</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">BULIMIA. Come il piacere del cibo può intrappolare.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&lt;&lt;L&#8217;ingordigia è un rifugio emotivo: è  il segno che qualcosa ci sta divorando&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: right;">(Principe De Vries)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe introdurre questa problematica con le parole di Cioran: <em>«</em>Se sto bene, prendo la via che desidero; malato, non sono più io a decidere: è la mia malattia».</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei disturbi alimentari senza dubbio più frequenti è la bulimia. In questo articolo verrà definito il concetto di bulimia in <em>Ottica Strategica</em>, facendo riferimento ai dati emersi dalla <em>Ricerca-Intervento</em>[1] condotta da oltre 25 anni dal Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo, diretto dal prof. Nardone. I dati della ricerca sull&#8217;efficacia del trattamento, nel campo dei disturbi alimentari, mostrano che circa l&#8217; 83% dei casi trattati ha completamente risolto il proprio problema. Inoltre, verranno identificati i meccanismi di funzionamento della problematica e individuate le strategie inerenti la sua risoluzione.</p>
<h3>DEFINIZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Con il termine bulimia, dal greco “fame da bue”, ci si riferisce a quella patologia caratterizzata da abbuffate ricorrenti contraddistinte dal  mangiare in un definito periodo di tempo (2 ore)  quantità maggiori di quelle che le persone mangerebbero normalmente .  Il cibo non viene ingerito per il piacere della pietanza, ma il suo consumo è determinato dall&#8217;irrefrenabile compulsione a mangiare, per ottenere la sensazione di pienezza (avere la pancia piena). Mentre vengono ingerite queste grosse quantità di cibo,  si sperimenta la sensazione di perdita di controllo, per cui si mangia a dismisura.</p>
<h3>DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico il termine bulimia si riferisce a tutte quelle persone che divorano compulsivamente grandi quantità di cibo, senza che vi siano condotte di eliminazione (vomito), o condotte compensatorie (uso di lassativi, diuretici, attività fisica estrema). Infatti, nel caso della presenza delle condotte di eliminazione, si parla di “sindrome da vomito” o <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a>; mentre nel caso siano presenti, associate ad abbuffate e a digiuni, condotte compensatorie, si parla di <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge Eating</a></em>.  Quindi, ci si riferisce a un disturbo sovrapponibile a quello di “Bulimia Nervosa senza Condotte di Eliminazione”, così come viene definita nel DSM-IV, comprendendo al suo interno anche alcuni casi di Obesità Psicogena (Nardone, Verbiz, Milanese, 2005).</p>
<h3>CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Coloro che soffrono di bulimia presentano al pari  di coloro che soffrono di disturbi anoressici una grande fragilità emotiva, ma, a differenza di questi ultimi, estremamente sensibili, bravissimi a controllarsi e intellettualmente più raffinati, sono persone meno complicate e con grande difficoltà di controllo delle proprie reazioni. All’inizio, la compulsione irrefrenabile è incentrata sul piacere di mangiare, ma gradatamente queste persone scoprono il <em>potere sedativo del cibo</em>; infatti, come ricorda <em>Sheila Graham</em> il cibo rappresenta la più primitiva delle consolazioni. Queste persone temono di non poter controllare le proprie reazioni, così imparano con il cibo ad essere sfrenate, in modo da adattarsi in maniera funzionale ad una realtà per loro ingestibile. Quindi, il &#8220;grasso&#8221; rappresenta un <em>guscio</em>, all’interno del quale rifugiarsi, in modo da evitare di affrontare difficoltà,  ritenute insormontabili, soprattutto riguardo alle relazioni interpersonali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai dati della Ricerca-Intervento condotta dal CTS di Arezzo sono emerse tre categorie di bulimia: la &#8220;<em>Boteriana&#8221;</em>, la<em> &#8220;Carciofo&#8221;</em> e la &#8220;<em>Jo-Jo&#8221;</em>.</p>
<ol>
<li><em>Boteriane</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Si tratta di quei soggetti, sia uomini che donne, ingrassati a tal punto da apparire come le famose immagini di Botero. Si tratta di pazienti con peso dagli 80-90 kg in su, sono persone gaudenti, serafiche, tranquille, sposate con situazioni di vita piuttosto serena e ben adattate al loro problema. Il loro tratto distintivo è la totale incapacità di mettersi a dieta, spesso considerati come obesi cronici e curati mediante terapie farmacologiche. Si rivolgono al terapeuta solo per gli evidenti problemi organici.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-559" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani.jpg" alt="boteriani" width="216" height="183" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani.jpg 500w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani-300x254.jpg 300w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-560" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpeg" alt="bulimia" width="217" height="185" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpeg 400w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /></a></p>
<ol start="2">
<li><em>Carciofo</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Si tratta di persone in soprapperso che presentano fragilità emotive, come ad esempio: difficoltà nel lasciarsi andare in ambito sessuale, sovente associato a rigide convinzioni religiose. Tendono allora a proteggersi, altrimenti il contatto con l’altro potrebbe diventare pericoloso e, usando una metafora al pari del carciofo, proteggono il cuore tenero e buono mediante le scorze dure (la ciccia), che le avvolgono e le proteggono dal rapporto tra sé e gli altri, e tra sé e la propria intemperanza. Il cibo è un rifugio, la lotta con la bilancia li tiene al sicuro da altri problemi.  L’essere in sovrappeso rappresenta: una sorta di protezione da sofferte problematiche affettivo- relazionali.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bilancia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-562" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bilancia.jpg" alt="bilancia" width="230" height="191" /></a></p>
<ol start="3">
<li><em>Jo-jo</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Questa categoria rappresenta quella più frequente, ma non sempre arriva dallo psicoterapeuta poiché come prima soluzione tende a rivolgersi a medici e dietologi. La bulimia Jo-Jo risulta caratterizzata dall&#8217;alternanza di diete e abbuffate, attraverso un’alimentazione sfrenata. Si tratta di coloro che riescono a stare a dieta per un po’ di tempo ma poi perdono il controllo, oscillando continuamente: tra peso forma e 5 o 6 kg di troppo. Ogni volta che sono ingrassate dimagriscono, per poi riassumere tutti i kg ogni volta che sono dimagrite, alternano <em>controllo</em> a <em>perdita di controllo</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/soprappeso.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-561" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/soprappeso-595x365.jpg" alt="Fat man holding a measurement tape against white background" width="295" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte e tre le categorie, quando iniziano a dimagrire, si spaventano e sentono gli effetti pericolosi di essere desiderabili, ricominciando così a mangiare per rimettere la &#8220;ciccia protettiva&#8221; tra sé e gli altri. Quindi, la resistenza al cambiamento è molto alta.</p>
<h3>TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p>Le tentate soluzioni disfunzionali (TSR) [2] individuate dalla ricerca sono:</p>
<p>Individuali:</p>
<ul>
<li>Controllo del piacere che fa perdere il controllo (dieta: come conteggio di calorie, evitare le tentazioni, mangiare meno)</li>
</ul>
<p>Sistemiche:</p>
<ul>
<li>Controllare che la ragazza non mangi</li>
<li>Nascondere il cibo</li>
<li>Comprare solo cibi dietetici</li>
</ul>
<h3>FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">Più ci si vieta il piacere e più questo diventa una proibizione tale da diventare irrinunciabile, diceva Oscar Wilde.</p>
<p style="text-align: justify;">La base della problematica, nel disturbo bulimico, si fonda sul controllo del piacere, per sua natura incontrollabile; infatti, dato che al piacere non possiamo fare a meno di rinunciare, questo tentativo paradossale di voler controllare qualcosa di naturale, come il piacere alimentare, si trasforma in perdita di controllo. Quindi, l’effetto paradossale di queste costrizioni, continui divieti e negazioni, si tramuta in una compulsione a divorare il cibo in maniera irrefrenabile.</p>
<h3>INTERVENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento strategico è caratterizzato dall&#8217;individuare e bloccare le TSR e sostituire queste modalità ridondanti &lt;&lt;che invece di risolvere il problema lo alimentano&gt;&gt; con altre più funzionali. La tecnica di elezione, usata per rovesciare la tentata <em>soluzione cardine</em> (del controllo che fa perdere il controllo) è la <strong><em>dieta paradossale</em></strong><em>,</em> con la quale si porta la persona alla ricerca del piacere e alla sua introduzione all&#8217;interno della sfera alimentare. La <em>ricerca del piacere alimentare</em>, invece che il mero conteggio delle calorie, è la chiave di volta che induce i pazienti a concedersi il piacere spontaneamente e a scoprire, con grande sorpresa, che il segreto del controllo è rappresentato: dall&#8217;oscillazione costante tra <em>perdita di controllo</em> e il s<em>uo mantenimento</em>. Questo rappresenta un meccanismo autoregolativo, poiché è basato sulla semplice regola: <em>&#8220;se non te lo concedi diventa irrinunciabile, se te lo concedi puoi rinunciarci&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro in questi casi non sarà solo di tipo alimentare; infatti, una volta sbloccata la sintomatologia bulimica, eliminate le TSR individuali e del sistema familiare, si procede nel lavorare sulle problematiche emotivo-relazionali, sottese al disturbo. Si continua consolidando le nuove strategie e si conclude l’intervento favorendo le autonomie del paziente restituendogli, così, il successo terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Oscar Wilde: &#8220;Il miglior modo per superare una tentazione è cedervi&#8221;.</p>
<h3>NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] Negli ultimi venti anni il CTS di Arezzo, grazie a un processo sistematico di « ricerca intervento », si è approcciato allo studio dei problemi umani, studiando una realtà, intervenendo su di essa e al tempo stesso aggiustando gradualmente l’intervento, adattandolo alle ulteriori conoscenze che vengono ad emergere dagli effetti degli interventi stessi. Infatti, è la strategia che funziona a descrive la struttura di persistenza del problema. Questo lavoro ha permesso di formulare dei modelli logico-matematici, conoscitivi e operativi, che riguardano la <em>formazione</em>, la <em>persistenza</em> e il <em>cambiamento</em> risolutivo delle varie tipologie di disturbi. Quindi, sono stati messi appunto specifici protocolli di trattamento, per le singole patologie, particolarmente <em>efficaci</em>, <em>efficienti</em>, <em>replicabili</em>, <em>trasmissibili</em> e <em>predittivi</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Il costrutto di Tentate Soluzioni viene elaborato dal gruppo di ricercatori del M.R.I. di Palo Alto, e costituisce un riduttore di complessità indispensabile in Terapia Breve Strategica, che permette di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che viene fatto dal paziente, dai suoi familiari o dai suoi curanti, per cercare di risolvere il problema. Questa forma di interazione tra il soggetto, la realtà e il mondo, di per sé, non è patologica, anche perché la TS sicuramente è stata efficacie in passato per risolvere problemi simili. Esse possono diventare disfunzionali, quando diventano ridondanti (TSR) e si ripetono in rigidi copioni che, anziché risolvere il problema, lo trasformano in una vera e propria patologia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. curato da (2007). DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, Elsevier Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, ANORESSIA, BULIMIA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p>Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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		<title>DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS (DPTS)</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-disturbo-post-traumatico-da-stress-dpts/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 19:45:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi d’Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[flashback]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TRATTAMENTO E SOLUZIONE IN OTTICA STRATEGICA &#160; Niente fissa una cosa così intensamente nella memoria come il desiderio di dimenticarla. Michel de Montaigne &#160; DEFINIZIONE Il Disturbo Post-Traumatico da Stress o DPTS consiste in una manifestazione psicopatologica di consistente gravità, sovente a lungo termine, con sintomi in evidente relazione con l&#8217;esposizione a un evento traumatico...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">TRATTAMENTO E SOLUZIONE IN OTTICA STRATEGICA</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Niente fissa una cosa così intensamente nella memoria come il desiderio di dimenticarla.</p>
<p style="text-align: right;">Michel de Montaigne</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>DEFINIZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Disturbo Post-Traumatico da Stress o DPTS consiste in una manifestazione psicopatologica di consistente gravità, sovente a lungo termine, con sintomi in evidente relazione con l&#8217;esposizione a un evento traumatico (DSM-IV TR). È caratterizzato dal rivivere (incubi, flashback, azione) un evento estremamente traumatico vissuto direttamente o indirettamente.</p>
<h3>CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Gli eventi possono essere:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><em>eventi traumatici vissuti direttamente</em>, come aggressione personale violenta, rapimento, tortura, disastri naturali o provocati, gravi incidenti automobilistici, diagnosi di malattia minacciosa per la vita;</li>
<li><em>eventi vissuti in qualità di testimoni</em>, come l’osservare il ferimento grave o la morte innaturale di un’altra persona, il trovarsi inaspettatamente di fronte ad un cadavere;</li>
<li><em>eventi vissuti da altri ma di cui si è venuti a conoscenza</em>, come aggressione personale violenta, grave incidente o gravi lesioni subite da un familiare o da un amico stretto, malattia minacciosa per la loro vita.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Non tutte le persone che vivono eventi stressanti sviluppano un DPTS; infatti, dalla Ricerca-Intervento (Nardone e colleghi) emerge che solo il 40% di loro lo sviluppa. La differenza risiede nella differente gestione degli eventi stressanti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">SINTOMATOLOGIA</h3>
<p>I sintomi più diffusi sono:</p>
<p>&#8211;<em>Flashback</em> (ricordi ricorrenti e intrusivi sull&#8217;evento) o <em>Incubi</em></p>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/flashback.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1304" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/flashback.jpg" alt="flashback" width="144" height="96" /></a></p>
<p>&#8211;<em>Ottundimento </em>(stordimento, confusione)</p>
<p><img decoding="async" class="" src="http://www.federicozanon.eu/wp-content/uploads/2012/04/CONFUSIONE-1.jpg" alt="" width="108" height="155" /></p>
<p>&#8211;<em>Aumento Arousal</em> ( caratterizzato da insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione)</p>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Rabbia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1303" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Rabbia.jpg" alt="Rabbia" width="145" height="90" /></a></p>
<h3>DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Secondo il DSM-IV TR se i suddetti sintomi si risolvono in 4 settimane si parla di <em>Disturbo Acuto da Stress</em> e non DPTS; mentre se la durata del disturbo è superiore ad un mese si parla di <em>DPTS</em>. Inoltre, si parla di DPTS solo se gli eventi sono di natura estrema, quindi mettono in pericolo la vita di una persona, altrimenti per eventi più lievi come un abbandono amoroso e/o un licenziamento si parla di <em>Disturbo dell&#8217;Adattamento</em>(DSM-IV TR).</p>
<h3>FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento strategico (a differenza della Diagnosi Nosografico/Descrittiva caratteristica del DSM, che va alla <em>ricerca della causa</em> statica e generatrice e adotta criteri arbitrari e aprioristici) si avvale dell&#8217;uso della <em>Diagnosi Operativa</em>. La Diagnosi Operativa si basa sul concetto di R<em>icerca-Azione</em> definito<strong><em> </em></strong>da<strong><em> </em></strong>Lewin nel 1956, ed è caratterizzata dal comprendere <em>come</em> <em>funziona</em> un sistema e come farlo funzionare meglio. Inoltre, offre una descrizione operativa che emerge dai cambiamenti inseriti nel sistema: <em>Conoscere</em> <em>Cambiando (Nardone, Portelli, 2005). </em>In base al feedback dell&#8217;intervento si aggiusta il tiro e, come ricorda Lewin, sono le soluzioni che spiegano i problemi e non le ipotetiche teorie costruite a priori che ci danno le soluzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel DPTS  non si parla di Tentate Soluzioni Disfunzionali (come negli altri disturbi) ma di Coping Reaction Ridondanti. In questi casi gli eventi sono talmente gravi, talmente importanti che non si può parlare di tentare di risolvere un problema, ma delle strategie di reazione che si mettono in atto rispetto a quel problema.</p>
<h3>LE COPING REACTION RIDONDANTI</h3>
<p>Le <em>Coping Reaction Ridondanti</em> (CRR), e cioè quelle modalità che ripetute complicano il problema invece che risolverlo, individuate dalla ricerca-intervento sono:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1-Scacciare propri pensieri negativi,                                   2-Lamentela</p>
<p>flashback, ricordi, incubi;</p>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/scacciare-pensieri.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-484" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/scacciare-pensieri-300x149.jpg" alt="scacciare pensieri" width="226" height="112" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/scacciare-pensieri-300x149.jpg 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/scacciare-pensieri.jpg 632w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></a>                <img decoding="async" class="alignnone wp-image-487" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/lamentela-300x124.jpg" alt="lamentela" width="252" height="104" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/lamentela-300x124.jpg 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/lamentela.jpg 724w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>3-Evitare tutto ciò che ricorda il trauma;                             4-Rinuncia</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/evitare.png"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-485" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/evitare-300x297.png" alt="evitare" width="230" height="228" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/evitare-300x297.png 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/evitare-150x150.png 150w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/evitare.png 339w" sizes="(max-width: 230px) 100vw, 230px" /></a>               <a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Rinuncia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-488" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Rinuncia-234x300.jpg" alt="Rinuncia" width="171" height="219" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Rinuncia-234x300.jpg 234w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Rinuncia.jpg 268w" sizes="(max-width: 171px) 100vw, 171px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>5-Richiesta aiuto e Richiesta di rassicurazione</p>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/rassicurazioni.png"><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-486" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/rassicurazioni-300x166.png" alt="rassicurazioni" width="300" height="166" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/rassicurazioni-300x166.png 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/rassicurazioni.png 641w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<h3>INTERVENTO</h3>
<p>L&#8217;intervento consiste nel valutare, in primis, il L<em>ivello Sistemico</em> del Problema, quindi se esso si trova tra:</p>
<ol>
<li><strong>sé e sé:</strong> il paziente si porta dietro queste immagini, odori</li>
<li><strong>sé e altri/sé e il mondo:</strong> il paziente mostra di stare bene, ma avverte la sensazione di non essere all’altezza perché si porta dietro questo disagio.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Il secondo passo consiste nel individuare le Coping Reaction Ridondanti,  nel bloccare e nel sostituirle con altre strategie più funzionali, individuate insieme al paziente/cliente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si procede con la tecnica cardine usata in questi casi: il <em>Romanzo del Trauma&#8221;</em> quindi, si chiede alla persona ogni giorno di mettere l&#8217;evento per iscritto, chiedendo di essere il più dettagliati possibile nel ripercorrerlo, in particolare in riferimento alle immagini, alle sensazioni, ai ricordi e ai pensieri.  Gli effetti benefici della scrittura sono da tempo noti in letteratura, in particolare grazie agli studi di Pennebaker J. W,2004. In aggiunta, grazie agli studi di Neuroimaging, sappiamo che quando scriviamo a differenza di quando socializziamo le nostre paure e sensazioni (attraverso la parola), attiviamo parti del cervello differenti. Infatti, la scrittura provoca un’attivazione delle Aree Superiori della Corteccia (Emisfero Sinistro) parte logico-razionale, mentre la <em>traccia traumatica</em> è depositata nel Sistema Limbico, una parte dell’Amigdala chiamata Rinoencefalo (cervello Olfattivo o Paleocervello) che è il depositario del ricordo, una vera e propria <em>Memoria del Dolore</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">La logica di base all’intervento Strategico, utilizzando le parole di R. Frost è: “se vuoi uscirne, devi passarci nel mezzo”. Il compito del terapeuta, in questo caso, consiste nel permettere al paziente di “archiviare” la memoria dolorosa, innescando una vera e propria <em>ristrutturazione percettiva </em>che permetta alla persona: non di cancellare l&#8217;evento ma di <em>ricollocarlo nel passato</em>, facendo in modo che non dilaghi più nel presente. Infatti, come recita una frase di Ugo Ojetti: “chi descrive il proprio dolore, anche se piange, è sul punto di consolarsi”. Quindi, si usa l’<em>effetto canalizzazione</em> della scrittura per depositare su carta tutte le sensazioni, permettendo all’individuo di far defluire, il  &#8220;flusso emotivo&#8221;, che diversamente, continuerebbe a dilagare nel presente. Quindi, si attiva un processo di razionalizzazione, permettendo alla <em>traccia mnesica</em> di passare dal Cervello Limbico alla Corteccia; inoltre, la scrittura permette di ottenere risultati molto più veloci (maggiore efficienza) rispetto agli interventi basati sulla parola (ad es. il Debriefing).</p>
<p style="text-align: justify;">Successivamente alla fase di <em>sblocco</em>, una parte importante dell’intervento rappresenta la fase del <em>consolidamento delle strategie apprese</em>. Questa fase è fondamentale per l&#8217;efficacia a lungo termine dei risultati; infatti, se questa fase non viene svolta a dovere, qualsiasi intervento risulta non duraturo (vale anche per tecniche come l&#8217;EMDR).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento si conclude lavorando sulle <em>risorse</em> e le <em>autonomie, </em> restituendo, così, al paziente/cliente il merito del successo dell’intervento. Concludo con le parole di J.P. Sartre: &#8220;Libertà è ciò che fai con quello che ti è stato fatto&#8221;.</p>
<h3>BIBLIOGRAFIA</h3>
<p>Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. curato da (2007). DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, Elsevier Editore.</p>
<p>Cagnoni F. – Milanese R. (2009) <em>CAMBIARE IL PASSATO. Superare le esperienze traumatiche con la terapia strategica.</em><em> </em>Editore Ponte alle Grazie  (collana Saggi).</p>
<p>Nardone G., Portelli C. (2005) KNOWING THROUGH CHANGING. The Evolution of Brief Strategic Therapy. Editore: Crown House Publishing, Carmarthen, UK</p>
<p>Pennebaker J. W.(2004)Scrivi cosa ti dice il cuore. Autoriflessione e crescita personale attraverso la scrittura di sé Copertina flessibile. <em>Erickson</em><br />
&nbsp;<br />
Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano<br />
Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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		<item>
		<title>QUANDO LA MENTE SI SPINGE CONTRO NATURA.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-i-disturbi-sessuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2015 11:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia da prestazione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[eiaculazione precoce]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Funzionamento e Soluzione dei Problemi Sessuali in Ottica Strategica. Non facciamo bene niente, finché non smettiamo di pensare il modo di farlo William Hazlitt &#160; INTRODUZIONE Nella maggior parte dei casi, quando si parla di problemi riguardanti la sfera sessuale ci si lascia ammaliare dall’idea che questi tipi di problemi riguardino esclusivamente il partner che...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Funzionamento e Soluzione dei Problemi Sessuali in Ottica Strategica.</h2>
<p style="text-align: right;">Non facciamo bene niente, finché non smettiamo di pensare il modo di farlo</p>
<p style="text-align: right;">William Hazlitt</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="" src="http://www.casafarmacia.com/images/Blogs/disturbi-sessuali.png" alt="" width="301" height="201" /></p>
<h3>INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Nella maggior parte dei casi, quando si parla di problemi riguardanti la sfera sessuale ci si lascia ammaliare dall’idea che questi tipi di problemi riguardino esclusivamente il partner che lamenta il problema. Questa visione alquanto riduzionistica e miope rispetto la complessità delle varie sfaccettature implicate nell&#8217;atto sessuale, tende a considerare il coito come un puro atto meccanico, nel quale una persona deve azionare la leva del piacere, come se schiacciasse un pulsante, e dare il massimo sempre e comunque. Certamente, quest&#8217;idea viene alimentata anche dalle continue &#8220;sollecitazioni&#8221; da parte dei mass-media, e/o da parte del cinema tramite il linguaggio delle immagini, volte a proporre l’idea di l’Atto d’Amore Perfetto, su come dovrebbe essere (come se ne esista uno solo): in termini di prestazione, durata, aspettative maschili e femminili. L’esito finale, intenzionale o meno, è la creazione di un mito, un ideale da perseguire; la perpetua rincorsa dell’ideale, nella maggior parte dei casi, tende a complicare, inibendo qualcosa di naturale, spontaneo e istintuale, come può essere l’atto sessuale.</p>
<h3>DISTURBI SESSUALI</h3>
<p>Di seguito verranno presentati brevemente i disturbi contenuti nel DSM-IV-TR per avere un panorama delle problematiche; successivamente verrà mostrato il loro funzionamento in Ottica Strategica e le relative soluzioni che invece di risolvere complicano problema. Per parlare di disturbo sessuale oltre ad essere rilevato come problema, esso deve determina notevole disagio o difficoltà interpersonali.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" src="http://www.psicoterapiafacci.it/images/themes/theme_disturbi-sessuali.gif" alt="" /></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><em>Disturbo da Avversione Sessuale<br />
È caratterizzato dalla persistente o ricorrente estrema avversione ed evitamento di tutti (o quasi tutti) i contatti sessuali genitali con un partner sessuale.</em></li>
<li style="text-align: justify;"><em>Disturbo dell&#8217;Eccitazione Femminile</em><br />
Consiste nell&#8217;incapacità (persistente o ricorrente) di raggiungere o di mantenere fino al completamento dell’attività sessuale una risposta adeguata di eccitazione, con lubrificazione e tumescenza dei genitali.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Eiaculazione Precoce</em><br />
Persistente o ricorrente eiaculazione a seguito di minima stimolazione sessuale prima, durante, o poco dopo la penetrazione e prima che il soggetto lo desideri.</li>
<li style="text-align: justify;">Disturbi Maschile Erezione<br />
Persistente o ricorrente impossibilità di raggiungere e mantenere un’erezione adeguata fino al completamento dell’attività sessuale. Non deriva esclusivamente dall&#8217;uso di una sostanza o da un sottostante problema organico.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Disturbo dell’Orgasmo Maschile E Femminile </em><br />
Persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase di eccitazione sessuale normale.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Dispareunia </em><br />
Ricorrente o persistente dolore genitale associato al rapporto sessuale in un maschio o femmina.</li>
<li style="text-align: justify;"><em>Vaginismo</em><br />
Ricorrente o persistente spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina, che interferisce con il rapporto sessuale</li>
</ul>
<h3>FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">La prospettiva costruttivista considera i problemi sessuali non come problemi legati all&#8217;inconscio come li definiva Freud ma come problemi legati al “conscio”, cioè la consapevolezza, ragione, il buon senso, la volontà.<br />
Ciò che spesso realizza questo tipo di problemi è la nostra consapevolezza, è il pessimo uso che ne facciamo; e cioè i nostri tentativi di realizzare un compito automatico (spontaneo), come può essere l’atto sessuale, come se fosse volontario, trasformando quel comportamento in problema.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, questi problemi si mantengono sul paradosso del “sii spontaneo”, quindi cercare spontaneamente di provare o arrivare al piacere invece che lasciarsi andare alle sensazioni viscerali naturali del corpo, provoca un inevitabile effetto paradossale per il quale  più cercano queste sensazioni, meno queste si trovano o arrivano; costruendomi così il problema nella reiterata ripetizione dello stesso tentativo con il quale cerchiamo di risolvere il problema. Ancora una volta, come in altri tipi di problemi, con il medesimo funzionamento, la coscienza (la razionalità, la volontà, che può essere individuata nella corteccia) irrompe sulla consapevolezza operativa (sensazioni viscerali, esperienza, che può essere individuata con l’amigdala), cercando invano di controllarla, e fallendo in questo tentativo crea veri e propri paradossi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">L’INTERVENTO STRATEGICO NEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI SESSUALI</h3>
<p><img decoding="async" class="" src="http://www.centrodicognitivismoclinico.it/wp-content/uploads/2015/11/TERAPIA-DELLA-SESSUALITA.jpg" alt="" width="227" height="170" /></p>
<p style="text-align: justify;">In ottica strategica per affrontare questa problematica vengono prese in considerazioni le Tentate Soluzioni Ridondanti (TS) messe in atto dal paziente fino a quel momento nel tentativo di risolvere il problema, che nella maggior parte dei casi, invece di risolvere il problema hanno contribuito a crearlo, alimentarlo e mantenerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le TS individuali principali messe in atto sono:<br />
-controllo delle sensazioni: (prolungare l’atto sessuale, cercare orgasmo perfetto, sforzarsi nel lasciarsi andare)<br />
-evitamenti nelle azioni: (evitare l’atto sessuale), nei pensieri (cercare di non pensarci).<br />
-continuare a provare l’atto sessuale (ci devo riuscire)</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervento strategico ha come obiettivo quello di sbloccare le persone dall&#8217;impasse, nel quale sono intrappolate, e che hanno contribuito a costruirsi. Quindi, si procede individuando le TS disfunzionali, bloccandole, sostituendole con delle TS funzionali, calzate sulla singola persona. L’intervento si conclude con il ristabilimento dell’equilibrio tra Mente e Natura.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo, citando B.K.S. Iyengar: “il ritmo del corpo, la melodia della mente e l’armonia dell’anima creano la sinfonia della vita”, aggiungo impariamo a far sì che il ritmo, la melodia e l’armonia danzino insieme in equilibrio impedendo che una voglia prevaricare sull&#8217;altra.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. curato da (2007). DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, Elsevier Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G.; Rampin M.(2005)<b> </b>La mente contro la natura. Terapia breve strategica dei problemi sessuali. Ponte alle Grazie  (collana Saggi di terapia breve).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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		<title>IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC).</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-disturbo-ossessivo-compulsivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 20:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Ossessivo-Compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[rituali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai Problemi alle Soluzioni &#160; Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani: perché continui a battere le mani? Il paziente risposte: “per scacciare gli elefanti”. Lo psichiatra ribatte: “ma non ci sono elefanti qui!” Il paziente replicò, continuando a battere le mani: “Vedi che funziona” Watzlawick 1989 INTRODUZIONE Il Disturbo Ossessivo...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dai Problemi alle Soluzioni</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" align="CENTER">Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani: perché continui a battere le mani? Il paziente risposte: “per scacciare gli elefanti”. Lo psichiatra ribatte: “ma non ci sono elefanti qui!” Il paziente replicò, continuando a battere le mani: “Vedi che funziona”</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Watzlawick 1989</span></span></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">INTRODUZIONE</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) rappresenta, come nessun&#8217;altra patologia psichica e comportamentale, l&#8217;evoluzione di una condizione di sanità verso l&#8217;insanità apparentemente più assurda, attraverso una logica stringente ma esasperata (Nardone, Portelli, 2013).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ciò è evidente alla luce della <em>struttura non ordinaria</em> e talvolta bizzarra di questa patologia; infatti se si cerca di affrontarla con processi razionali e pianificazioni basati sulla ragione ordinaria, come avviene negli approcci psicologici tradizionali ci si scontra con la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">logica non razionale del disturbo</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici non esiste un trattamento specifico per il DOC, che nella maggior parte dei casi viene trattato con un mix di antidepressivi, ansiolitici e antipsicotici (Nardone, Portelli, 2013).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/DOC.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-319" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/DOC.jpg" alt="DOC" width="179" height="224" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">COS&#8217;È</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Disturbo Ossessivo Compulsivo</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> secondo il DSM-IV TR è caratterizzato da </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>ossessioni</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> (che causano ansia o disagio marcati) definite come idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e/o persistenti che insorgono improvvisamente nella mente del soggetto (temere di danneggiare qualcuno, o contaminarsi, porsi degli interrogativi, scene mentali); e/o </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>compulsioni </b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">che </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">rappresentano invece atti mentali, come ad esempio contare, pregare, ripetere parole o frasi, etc., o comportamentali, ad esempio controllare, pulire, riordinare etc., ripetitivi, finalizzati e intenzionali (effettuati in modo eccessivo e irragionevole), messi in atto in risposta ad un’ossessione, seguendo regole precise e stereotipate, allo scopo di neutralizzare e/o prevenire un disagio o malessere e un evento e/o una situazione temuta.</span></span></p>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-409" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1-300x162.jpg" alt="Businessman Staring at Row of Pencils --- Image by © Hans Neleman/Corbis" width="285" height="154" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1-300x162.jpg 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1.jpg 520w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">LE CARATTERISTICHE </span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il DOC per definirsi tale deve prevedere tre caratteristiche indispensabili. L&#8217;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">irrefrenabilità</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, l</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8216;</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">inevitabilità,</span></i></span></span><i> </i><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">che sono caratteristiche indispensabili di una compulsione, e poi la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">ritualità</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e cioè quando un&#8217;azione o un pensiero garantiscono l&#8217;effetto desiderato, ad esempio possono avere lo scopo di espiare, rassicurare o riparare.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">I rituali nel DOC possono essere di tre tipi:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><b>preventivi</b></span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>: </b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">hanno come obiettivo quello di prevenire che accada ciò che viene temuto. Livello temporale </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>prima</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. (evitamenti precauzionali). Ad esempio, evito di sedermi sulla sedia che ritengo contaminata e la sottopongo a pulizia prima di sedermi.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><b>propiziatori:</b></span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> hanno lo scopo di propiziare che possa succedere qualcosa di positivo. Livello temporale dell’azione: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>prima</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Ad esempio, danza della pioggia, preghiera.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><b>riparatori</b></span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>: </b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">hanno lo scopo di riparare un evento negativo avvenuto. Livello temporale </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>dopo</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Ad esempio, se prima di entrare in casa mi sporco, rientro e mi lavo per riparare allo sporco.</span></span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-412" src="http://www.francescatroiano.it/wp-content/uploads/2015/03/DoC-300x267.png" alt="DoC" width="217" height="194" /></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">COME SI FORMA </span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel processo di formazione del DOC si possono osservare certe regolarità nel modo in cui esso si struttura; al tempo stesso si rilevano motivazioni differenti che innescano le reazioni e il circolo vizioso della patologia. Nell&#8217;estesa ricerca-intervento condotta su tale patologia dal CTS di Arezzo nell&#8217;arco di oltre venticinque anni su oltre ventimila casi trattati con successo, si è giunti a individuare cinque tipologie fondamentali di motivazione che attivano azioni e pensieri compulsivi. (Nardone, Portelli, 2013)</span></span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La prima tipologia è rappresentata dal </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">dubbio</span></i></span></span><b> </b><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">che innesca il bisogno di ottenere risposte rassicuranti</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio di Dubbio: e se mi fossi contagiato? Spinge la persona a trovare risposte rassicuranti. Agendo sempre nel dubbio, ci si interroga: e se mi avesse trasmesso qualcosa?&#8230; Nel dubbio mi lavo. A questo punto, mi sento rassicurato fino al prossimo dubbio. Quindi, per sedare l&#8217;ansia si chiedono rassicurazioni e si ricevono; questa dinamica comunica all&#8217;individuo l&#8217;esistenza di un problema. La ripetizione reiterata nel tempo di questa dinamica, si trasforma in un rituale del quale non si riesce più a farne a meno.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La seconda tipologia consiste nella </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">ritualità che deriva dall&#8217;eccesso di rigidità ideologica o nel rispetto di una moralità o nella credenza superstiziosa</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio, si ha la</span></span><i> </i><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">credenza di aver compiuto qualcosa di sbagliato, per sedare l&#8217;ansia si effettua la preghiera. Tutte le volte che si deve fare qualcosa di importante si effettua il rito della preghiera, diventandone schiavi. Questa associazione &#8220;posso farcela se prego&#8221; crea la credenza che se non lo faccio le cose non andranno bene.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La terza tipologia è rappresentata dall&#8217;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">esasperazione di processi di ragionamento razionale sino a renderli del tutto irragionevoli</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span><b> </b><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio, controllo per vedere se ho fatto bene, oppure ricontrollo che le finestre siano chiuse. L’eccesso di zelo diventa qualcosa di irrefrenabile e compulsivo. Se non riesco a controllare mi porto dietro l’idea: l’avrò chiuso o non l’avrò chiuso?. Si crea un loop, una dinamica completamente irrazionale.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La quarta tipologia è rappresentata dal meccanismo per cui la patologia si innesca sulla base di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">atti di sana prevenzione condotti all&#8217;estremo</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Un esempio, una</span></span><b> </b><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Mamma che ha appena fatto il vaccino ed il pediatra gli consiglia di fare attenzione ai posti con i germi. Comincia ad evitare tutte le situazioni che possono essere pericolose. Ogni volta che evito in maniera precauzionale, si conferma a se stessi che ci possa realizzare il pericolo temuto. Da un evitamento sano comincio a generalizzare il tutto, e comincio a trasformare una serie di evitamenti precauzionali in rituali.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La quinta tipologia consiste negli </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">effetti di un&#8217;esperienza traumatica</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio</span></span><i> </i><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">comincio a lavarmi a lavarmi, per lavare via la violenza e/o per espiare la colpa. Diventa così un rituale irrefrenabile, una compulsione.</span></span></li>
</ol>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-408" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo-300x200.jpg" alt="ossessivo-compulsivo" width="224" height="149" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo-300x200.jpg 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo.jpg 506w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">COME FUNZIONA </span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La trappola mentale rappresentata dal DOC non è solo una delle più subdole tra le varie forme di disturbo psichico e comportamentale, ma una delle più resistenti al cambiamento terapeutico, sia farmacologico che psicoterapeutico. Infatti, l&#8217;irragionevolezza del disturbo rilevata dagli stessi pazienti è proprio quella di sapere che i rituali non hanno senso, ma pur avendo consapevolezza di ciò, non si riesce a fare a meno di metterli in atto. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Come detto in precedenza il DOC si basa su una logica non ordinaria, quella </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>della credenza. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non a caso ciò che </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>crea, mantiene</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>alimenta</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> il problema è proprio la ripetizione ridondante dei rituali che vanno a confermare la credenza di base (se faccio il rituale andrà bene o non succederà nulla di quello che temo), in maniera tale da mantenere l’</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">illusione</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> di avere il controllo sulla realtà circostante. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il campanello d&#8217;allarme dovrebbe scattare quando ci rendiamo conto che, il controllo che agiamo sulle cose, ci sta sfuggendo di mano, e quindi non siamo più noi a controllare ma è “l&#8217;ossessione del controllo“che letteralmente ha preso il sopravvento su di noi. Quando questo si trasforma in una presenza costante e scomoda, che blocca le sensazioni, e impedisce di &#8220;correre il rischio&#8221; di sbagliare per imparare. Ma tutto questo richiede una capacità funambolica nella gestione di se stessi, degli altri e del mondo (Nardone, Portelli, 2013).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Fallimento-2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-310" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Fallimento-2.jpg" alt="Fallimento 2" width="213" height="151" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;INTERVENTO STRATEGICO NEL DOC</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;intervento strategico prevede l&#8217;utilizzo di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8220;logiche non ordinarie&#8221;</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> nel trattamento delle psicopatologie più disparate. </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Si procede con l&#8217;individuazione e il blocco delle </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Tentate Soluzioni disfunzionali, </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">che nel caso del DOC sono:</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Individuali</i></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">l&#8217;evitamento</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">richiesta di aiuto e rassicurazione</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">messa in atto di una sequenza ritualizzata di azioni comportamentali o di pensieri</span></span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Del sistema</i></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">rassicurare e cedere alla richiesta di aiuto</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">messa in atto dei rituali o al posto del &#8220;paziente designato&#8221; o insieme lui</span></span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Una volta bloccate le </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Tentate Soluzioni disfunzionali</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> si definiscono le strategie idonee, costruite su misura per il paziente, per ottenere il cambiamento. Ottenuto lo sblocco, si procede verso il  consolidamento delle strategie apprese, ed infine si conclude il lavoro con il  raggiungimento delle autonomie personali.</span></span></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">BIBLIOGRAFIA</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY">Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. curato da (2007). DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, Elsevier Editore.</p>
<p align="JUSTIFY">Nardone G., Portelli C. (2013). OSSESSIONI COMPULSIONI MANIE. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p align="JUSTIFY">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-disturbo-ossessivo-compulsivo/">IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC).</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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