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	<title>Disturbi Ossessivo-Compulsivi Archivi - Dott.ssa Francesca Troiano</title>
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	<description>Psicologa Psicoterapeuta - Approccio Breve Strategico</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Feb 2026 10:28:56 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Disturbi Ossessivo-Compulsivi Archivi - Dott.ssa Francesca Troiano</title>
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	<item>
		<title>DUBBIO PATOLOGICO e altre trappole della ragione. Come uscirne in tempi Brevi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2016 22:04:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Ossessivo-Compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[cogitocentrismo]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio patologico]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il cogitocentrismo intrappola &#160; C’era una volta un asinello che camminando lungo una strada si imbatté in due mucchi di fieno uguali ed equidistanti da lui. L’asino, che aveva un certo appetito, cominciò ad osservarli, voltava il capo alternativamente a destra e a sinistra, indeciso su quale dei due mucchi iniziare a mangiare. Erano...</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/dubbio-patologico-e-altre-trappole-della-ragione-come-uscirne-in-tempi-brevi/">DUBBIO PATOLOGICO e altre trappole della ragione. Come uscirne in tempi Brevi.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Quando il cogitocentrismo intrappola</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">C’era una volta un asinello che camminando lungo una strada</p>
<p style="text-align: right;">si imbatté in due mucchi di fieno uguali ed equidistanti da lui.</p>
<p style="text-align: right;">L’asino, che aveva un certo appetito, cominciò ad osservarli,</p>
<p style="text-align: right;">voltava il capo alternativamente a destra e a sinistra,</p>
<p style="text-align: right;">indeciso su quale dei due mucchi iniziare a mangiare.</p>
<p style="text-align: right;">Erano entrambi molto appetibili ed assolutamente identici</p>
<p style="text-align: right;">tra loro così l’asino non riusciva a prendere una decisione.</p>
<p style="text-align: right;">Passò il tempo senza che le cose cambiassero e</p>
<p style="text-align: right;">alla fine l’asino morì di fame.</p>
<p style="text-align: right;">L’Asino di Buritano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">L’Illusione del Ragionamento Perfetto pone le sue basi già nell’Antica Grecia. Dobbiamo ad Aristotele (seguito dal razionalismo cartesiano, il positivismo settecentesco, raggiungendo l&#8217;acme ai <span style="line-height: 1.5;">giorni nostri), un tipo di pensiero improntato sulla <em>logica razional</em>e, che guiderà l’uomo a procedere, per oltre 20 secoli, nella conoscenza delle cose attraverso un metodo rigoroso, che si prefigge lo scopo di condurre alla conoscenza del «vero», tramite i principi di: «identità», di «non contraddizione» e del «terzo escluso» (Nardone G., De Santis G., 2011).</span></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna attendere gli inizi del ‘900, perché Gödel, con la sua formulazione del <em>teorema di indecidibilità</em>, abbattesse in un sol colpo il castello del positivismo logico, dimostrando l’impossibilità della conoscenza di un sistema da parte di chi ne è incluso. Gödel distrusse, così, <span style="line-height: 1.5;">l’idea della conoscenza oggettiva, ovvero della “verità scientifica”. </span>Dopo di lui Heisenberg, con il <em>principio di indeterminazione</em>, dimostrò ulteriormente l’influenza dello sperimentatore e dei suoi strumenti sull’oggetto e il risultato della sperimentazione (Nardone G., De Santis G., 2011).</p>
<h3 style="text-align: justify;">COS’È IL DUBBIO PATOLOGICO</h3>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.francescatroiano.it/wp-conten t/uploads/2016/05/Dubbio-Patologico.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1027" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Dubbio-Patologico.jpg" alt="Dubbio Patologico" width="251" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il Dubbio Patologico è un particolare tipo di <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-disturbo-ossessivo-compulsivo/">Disturbo Ossessivo Compulsivo</a> Mentale</em> che consiste nel porsi una serie di domande alle quali si cerca di dare delle risposte rassicuranti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le domande sono però “indecidibili”, cioè si tratta di domande per le quali non esiste un’unica risposta formalmente corretta. Ad esempio quella è la persona giusta per me oppure no? La mia relazione finirà, oppure no? Sarò in grado o non sarò in grado…? Sarà questo o quest’altro? Ce la farò a fare questo oppure no?</p>
<p style="text-align: justify;">Nella continua ricerca di una risposta logica e rassicurante ci si incarta sempre più costruendo da sé la prigione mentale che ci renderà prigionieri del <em>loop</em> di domande e risposte, domande e risposte, etc.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO DEL PROBLEMA IN OTTICA STRATEGICA</h3>
<p style="text-align: justify;">Gli effetti del Cogitocentrismo si manifestano tramite il tentativo di dare a tutti i costi una spiegazione a qualcosa, dando più attenzione al senso e al significato delle cose che non hanno spiegazione, più che alla loro forma, creando un cortocircuito della ragione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;cortocircuito&#8221; <span style="line-height: 1.5;">si verifica tra quello che noi definiamo <em>coscienza</em>, la nostra parte razionale che viene identificata con la corteccia, la parte del cervello filogeneticamente più evoluta, e la <em>consapevolezza operativa</em> cioè l’amigdala, la sede delle sensazioni primordiali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5;"> Noi quando elaboriamo delle informazioni lo facciamo attraverso gli organi di senso: vista, udito, gusto, tatto e olfatto. L’informazione arriva agli organi di senso, tramite stimoli elettrici, arrivati</span><span style="line-height: 1.5;"> all&#8217;amigdala</span><span style="line-height: 1.5;">, </span><span style="line-height: 1.5;">vengono interpretati come sensazioni-</span><span style="line-height: 1.5;">emozioni (rabbia, gioia, dolore etc). Queste sensazioni arrivano infine alla corteccia e una volta elaborate iniziamo a ragionarci sù. A questo punto esse possono essere di nostro gradimento oppure no, ma quando cerchiamo di dare una spiegazione razionale a queste sensazioni (infatti non esiste una spiegazione razionale perché sono pure sensazioni) il tentativo di controllo genera il &#8220;tilt&#8221; proprio perché la</span><span style="line-height: 1.5;"> <em>coscienza</em> irrompe sulla <em>consapevolezza</em> <em>operativa,</em> cercando di controllarla. </span></p>
<h3>MODALITA&#8217; ATTRAVERSO LE QUALI IL DUBBIO INCASTRA</h3>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><strong>1- Perversione della ragione</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Si manifesta con il timore del dubbio: Potrei fare del male a mio figlio? Potrei far male ad altre persone? La paura è quella di perdere controllo, di impazzire.</p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><strong>2- Iper-razionalizzazione (trovare spiegazione razionale al dubbio)</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">Ricerca di assoluta certezza (rispetto a sé stesso o altri), di correttezza o scorrettezza di chi esamina le cose, che porta la persona a scandagliare tutte le diverse possibilità di una situazione rispetto ad un’altra; portandola a rimuginare, rimuginare continuamente rispetto a un evento accaduto o rispetto alla scelta da operare.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="wp-image-1030 alignleft" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Persecutore-interno.jpg" alt="Persecutore interno" width="162" height="122" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>3-Persecutore Interno</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><span style="line-height: 1.5;">In questo caso abbiamo la c</span><span style="line-height: 1.5;">oscienza che perseguita la persona mettendo in dubbio le </span><span style="line-height: 1.5;">proprie capacità o incapacità, la riuscita di un evento, se le cose andranno bene oppure no, se accadranno o meno. Ad es: “Sarò in grado o non sarò in grado? Sarà la scelta per me o no? Andrà bene o andrà male?”.</span></p>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="wp-image-1028 alignleft" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Sabotatore-Interno.jpg" alt="Sabotatore Interno" width="160" height="117" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>4- Sabotatore Interno</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">L’idea è che comunque fai sbagli. Usando le parole di Søren Kierkegaard:</p>
<p style="padding-left: 30px;">«Sposati e te ne pentirai, non sposarti e te ne pentirai lo stesso&#8230; Ridi delle assurdità del mondo, e te ne pentirai; piangi sulle assurdità del mondo, e te ne pentirai&#8230; Dai fiducia ad una ragazza e te ne pentirai; non dare fiducia a una ragazza e te ne pentirai ugualmente&#8230;».</p>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="wp-image-1029 alignleft" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Inquisitore-Interno.png" alt="Inquisitore Interno" width="127" height="164" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Inquisitore-Interno.png 343w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Inquisitore-Interno-233x300.png 233w" sizes="(max-width: 127px) 100vw, 127px" /></p>
<p style="padding-left: 30px;"><strong>5-Inquisitore interno</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">In questo caso il dubbio incolpa e condanna, e porta ad attribuire a sé stessi, <span style="line-height: 1.5;">come se fossero francobolli, </span>tutte le responsabilità degli insuccessi e/o fallimenti propri, degli altri, del mondo.<span style="line-height: 1.5;"> L’idea è che: &#8220;comunque sei colpevole&#8221;. </span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5;">Franz Kafka ci offre un&#8217;immagine </span><span style="line-height: 1.5;">evocativa</span><span style="line-height: 1.5;"> descrivendo colui che è stato condannato per una colpa che non ha, ma che egli ha confessato:</span></p>
<p style="padding-left: 30px; text-align: justify;">« Dalla cella vede che stanno costruendo un patibolo nel cortile. È convinto che sia per lui. Notte tempo riesce a scappare dalla cella, corre nel cortile, sale sul patibolo e si impicca da solo »</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO STRATEGICO</h3>
<p style="text-align: justify;">In questi casi sempre mossi dall&#8217;illusione del ragionamento perfetto, e dalla applicazione della logica razionale ai problemi umani, <span style="line-height: 1.5;">il Cogito Cartesiano diviene, per gli esseri umani,</span><span style="line-height: 1.5;"> lo strumento principe per affrontare le proprie insicurezze e i propri timori. Tuttavia, quando tale razionalità viene estremizzata, si trasforma da risorsa in limite; questo accade quando si tenta di applicarla a fenomeni a cui non può adattarsi, come ad esempio le paure irrazionali, i dubbi, le relazioni amorose controverse, situazioni in cui la logica razionale aristotelica </span><span style="line-height: 1.5;">si trasforma in una trappola (Nardone, De Santis, 2011).</span></p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo dell’intervento strategico nel trattamento del <em>Dubbio Patologico</em> è quello di bloccare le risposte per inibire la domande patogene i<span style="line-height: 1.5;">n maniera tale che il dubbio si sciolga come neve al sole. Se l</span><span style="line-height: 1.5;">a persona</span><span style="line-height: 1.5;"> riesce mentalmente ad inibire la domanda evitando di rispondere, si procede in questo modo fino ad estinzione della patologia; altrimenti s</span><span style="line-height: 1.5;">i </span><span style="line-height: 1.5;">chiede al paziente di r</span><span style="line-height: 1.5;">iportare il dialogo interno su carta fino alla &#8220;r</span><span style="line-height: 1.5;">eductio ad absurdum&#8221;</span><span style="line-height: 1.5;">con il risultato di far collassare </span><span style="line-height: 1.5;">il dubbio su se stesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Kant: L&#8217;intelligente dà risposte esatte, il saggio fa le domande giuste.</p>
<p style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA<br />
Nardone G., De Santis G. (2011) COGITO ERGO SOFFRO. Quando pensare troppo fa male.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/dubbio-patologico-e-altre-trappole-della-ragione-come-uscirne-in-tempi-brevi/">DUBBIO PATOLOGICO e altre trappole della ragione. Come uscirne in tempi Brevi.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>SE NON FA MALE, E’ BUONO.  Ortoressia e altre fissazioni alimentari.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-l-ortoressia-e-altre-fissazioni-alimentari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 20:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Ossessivo-Compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[ortoressia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessione cibo sano]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; Per gli ossessionati non c’è scelta: l’ossessione ha scelto per loro prima di loro Emil Cioran INTRODUZIONE Il Modello Breve Strategico, a differenza  diquanto sostenuto da alcuni studiosi di disordini alimentari, individua alcune forme di disagio nei confronti del cibo non come riconducibili ai classici Disturbi del Comportamento Alimentare...</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-l-ortoressia-e-altre-fissazioni-alimentari/">SE NON FA MALE, E’ BUONO.  Ortoressia e altre fissazioni alimentari.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Per gli ossessionati non c’è scelta:</p>
<p style="text-align: right;">l’ossessione ha scelto per loro prima di loro</p>
<p class="r" style="text-align: right;">Emil Cioran</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Modello Breve Strategico, a differenza  diquanto sostenuto da alcuni studiosi di disordini alimentari, individua alcune forme di disagio nei <em>confronti del cibo</em> non come riconducibili ai classici Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), ma come riconducibili allo <em>spettro dei disturbi <a href="http://www.francescatroiano.it/area-patologia/disturbi-dansia/">fobici</a>&#8211;<a href="http://www.francescatroiano.it/area-patologia/disturbi-ossessivo-compulsivi/">ossessivi</a>;</em> poiché alla base di questi disturbi vi è la “paura” non il “piacere” (come nei DCA). Queste ossessioni-fobiche sono alimentate dalla <em>credenza</em> per la quale, la consumazione di un certo tipo di cibo possa essere portatore di malattie o eventi catastrofici. La più nota di queste ossessioni è l’Ortoressia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DEFINIZIONE</h3>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ortoressia.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-1300" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ortoressia-595x335.jpg" alt="CN8F57 Healthy foods pegged to a washing line" width="300" height="169" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il termine <em>Ortoressia</em> deriva dal greco Orthos (giusto) e Orexis (appetito) e indica l’ossessione psicologica per il mangiare &#8220;sano&#8221;. Il problema si basa sull’illusione che tutta la <em>salute</em> dell’essere umano passi esclusivamente attraverso il &#8220;cibo&#8221;. Viene rifiutato tutto ciò che non è ritenuto per la persona <em>cibo sano,</em> e disprezzati coloro che non adottano il medesimo stile alimentare.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">L’errore che viene condotto molto spesso è quello di collegare questa forma di disturbo a una forma <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">Anoressoide</a></em> di disordine alimentare, ma in realtà ciò che spinge queste persone a un comportamento così ossessivo non è la paura di ingrassare o il desiderio di dimagrire, come nel caso dell’<a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">anoressia</a> ma soltanto la <em>paura degli effetti</em> di certe sostanze.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DESCRIZIONE DEL PROBLEMA</h3>
<p style="text-align: justify;">La persona perdere di vista l’importanza dello <em>stato d’animo globale</em>, caratterizzato dal forte stress e angoscia dovuta all’esecuzione fedele dei rituali. Gli effetti dello stress, interferiscono significativamente nella sfera Bio-Psico-Sociale della persona. Non a caso, le ricadute del disturbo si ripercuotono nella vita emotiva e relazionale dell’individuo, non solo nella relazione tra sé e sé ma anche tra sé e gli altri. Infatti, è frequente il rifiuto/difficoltà nell’ uscire di casa per consumare un pasto insieme ad amici e/o parenti, per le ingenti difficolta dovute al controllo nella preparazione dei pasti. Questo chiaramente porta alla perdita del piacere della <em>socialità</em> legata alla consumazione del cibo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le convinzioni alimentari sono talmente rigide che risulta impossibile metterle in discussione; infatti, si evita perfino il confronto con gli “esperti del settore”, poiché si crede di avere le corrette informazioni alimentari, nella maggior parte dei casi parziali e/o imprecise.  Questa <em>ossessione sul cibo</em> porta con se la perdita del piacere nella selezione, preparazione e consumazione degli alimenti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO PROBLEMA</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo tipo di ossessione fobica è caratterizzata dalla/dal:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><em>Ruminazione </em>ossessiva sul cibo (durante tutto il giorno);</li>
<li>Pianificazione dei pasti in anticipo (preparazione, consumazione, etc.);</li>
<li>Impiegare parecchio tempo nella ricerca e acquisto di cibo;</li>
<li>Preparare cibo secondo procedure particolari (seguire solo certi tipi di cotture, utilizzare solo certi tipi di pentole).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Evitare di mettere in atto scrupolosamente i seguenti rituali provoca ansia e angoscia con ricadute psicosomatiche importanti, sulle persone con questo problema.</p>
<h3 style="text-align: justify;">ALTRE FISSAZIONI ALIMENTARI</h3>
<p style="text-align: justify;">La lista delle fissazioni fobiche legate al cibo è pressoché illimitata, poiché come afferma Giorgio Nardone (Nardone G., 2000, Nardone G., 2003, Nardone G.,Portelli C., 2013) le fobie sono tante quanto una mente umana ne può inventare. Possiamo avere tanti tipi di <em>fobie/ossessioni</em> legate al cibo:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Fobia dei cibi troppo duri, e/o con filamenti (mozzarella, etc.) che implica paura di non riuscire a deglutirli per paura di strozzarsi;</li>
<li>Fobia dei cibi troppo elaborati e pesanti che possono produrre gravi problemi intestinali;</li>
<li>Fobia dei cibi contaminati da sostanze chimiche, e/o cibi transgenici;</li>
<li>Fobia per alcuni cibi e utilizzo solo dei cibi ritenuti utili per la prevenzione nei confronti di malattie minacciose come il cancro, l’infarto, etc;</li>
<li>Ossessione per la sterilizzazione dei cibi per paura del contagio.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p style="text-align: justify;">Individuali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Rituali (spezzettare i cibi, triturarli in bocca, etc.),</li>
<li>Evitamento dei cibi ritenuti minacciosi,</li>
<li>Controllo delle circostanze legate alla selezione, preparazione, consumazione.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO STRATEGICO</h3>
<p style="text-align: justify;">Questa classe di problemi si risolve rapidamente con il protocollo messo appunto per il problemi fobici-ossessivi. Dall’analisi della Ricerca-Intervento si evince che una volta sbloccata, attraverso specifiche metodiche, la fissazione fobica il problema nei confronti del cibo si dissolve velocemente.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo dell’intervento è quello di far cortocircuitare la <em>credenza</em> alla base del problema su se stessa con specifiche tecniche. Quindi, una volta minata la credenza attraverso l’uso <em>dell’Esperienza Emozionale Correttiva </em>[1] e, cioè si porta la persona a <em>sentire </em>[2]  differentemente sul campo che quello che si teme risulta infondato, poiché parte del disturbo. Si procede quindi riorientando la percezione della persona ristrutturando l’idea che ogni <em>evitamento</em> conferma la minacciosità della credenza rendendo <em>reale</em> ciò che spaventa.</p>
<p style="text-align: justify;">In quest’ottica, la persona arriva a costruire il proprio problema diventando sia il burattino che il burattinaio dei suoi stessi problemi. Inoltre, vi è la constatazione che il<em> controllo</em> che la persona crede di avere sulla realtà che lo circonda, è assente. Infatti, l’unico modo di ottenere il controllo è essere disposti a perderlo, per poi riprenderlo. Da quest&#8217;analisi emerge che le ossessioni fobiche rappresentano con limpidezza che anche la cosa più ragionevole, nei suoi eccessi, diviene pericolosa quanto l’irragionevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Nietzsche: “tutto ciò che è <em>assoluto</em> appartiene alla patologia”.</p>
<h3>NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] L’EEC (costrutto coniato da Alexander) rappresenta una nuova concreta esperienza attraverso la quale il paziente riesce a svolgere qualcosa precedentemente impossibile. Questa nuova esperienza permette alla persona di modificare il suo SPR, dandole la possibilità di vedere quella realtà da più punti di vista, e inducendolo ad un cambiamento dell’elaborazione cognitiva di tale realtà (cambiamento di 2° ordine). Infatti, è solo grazie ad esperienze realmente vissute che si strutturano nuovi apprendimenti (Piaget). Tutto questo avviene attraverso un processo di scoperta che egli pensa di aver guidato in prima persona e questo permette anche di ridurre le resistenza perché come dice Pascal chi si persuade da solo si persuade prima e meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Differente cosa risulta la spiegazione razionale: il far capire, inefficace in questi casi; approccio tipico degli approcci razionalisti.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (1995). <em>Paura, panico, fobie.</em> La terapia in tempi brevi.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (1998). <em>Psicosoluzioni</em>. Risolvere rapidamente complicati problemi umani. Collana Psicologia e Società. Bur Rizzoli Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2000). <em>Oltre i limiti della paura.</em> Superare rapidamente le fobie le ossessioni e il panico. Bur Rizzoli Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2003). <em>Non c’è notte che non veda giorno</em>. La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico. Ponte delle Grazie srl Milano Editore.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  patologie alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2013). <em>Psicotrappole. </em>Ponte delle Grazie Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G., Portelli C. (2013) Ossessioni Compulsioni Manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi.</p>
<p>&nbsp;<br />
Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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		<title>IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC).</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-disturbo-ossessivo-compulsivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 20:39:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Ossessivo-Compulsivi]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[ossessioni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[rituali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dai Problemi alle Soluzioni &#160; Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani: perché continui a battere le mani? Il paziente risposte: “per scacciare gli elefanti”. Lo psichiatra ribatte: “ma non ci sono elefanti qui!” Il paziente replicò, continuando a battere le mani: “Vedi che funziona” Watzlawick 1989 INTRODUZIONE Il Disturbo Ossessivo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Dai Problemi alle Soluzioni</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;" align="CENTER">Uno psichiatra chiese ad un suo paziente che batteva continuamente le mani: perché continui a battere le mani? Il paziente risposte: “per scacciare gli elefanti”. Lo psichiatra ribatte: “ma non ci sono elefanti qui!” Il paziente replicò, continuando a battere le mani: “Vedi che funziona”</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Watzlawick 1989</span></span></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">INTRODUZIONE</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) rappresenta, come nessun&#8217;altra patologia psichica e comportamentale, l&#8217;evoluzione di una condizione di sanità verso l&#8217;insanità apparentemente più assurda, attraverso una logica stringente ma esasperata (Nardone, Portelli, 2013).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Ciò è evidente alla luce della <em>struttura non ordinaria</em> e talvolta bizzarra di questa patologia; infatti se si cerca di affrontarla con processi razionali e pianificazioni basati sulla ragione ordinaria, come avviene negli approcci psicologici tradizionali ci si scontra con la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">logica non razionale del disturbo</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Per quanto riguarda i trattamenti farmacologici non esiste un trattamento specifico per il DOC, che nella maggior parte dei casi viene trattato con un mix di antidepressivi, ansiolitici e antipsicotici (Nardone, Portelli, 2013).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/DOC.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-319" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/DOC.jpg" alt="DOC" width="179" height="224" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: medium;">COS&#8217;È</span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Disturbo Ossessivo Compulsivo</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> secondo il DSM-IV TR è caratterizzato da </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>ossessioni</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> (che causano ansia o disagio marcati) definite come idee, pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e/o persistenti che insorgono improvvisamente nella mente del soggetto (temere di danneggiare qualcuno, o contaminarsi, porsi degli interrogativi, scene mentali); e/o </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>compulsioni </b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">che </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">rappresentano invece atti mentali, come ad esempio contare, pregare, ripetere parole o frasi, etc., o comportamentali, ad esempio controllare, pulire, riordinare etc., ripetitivi, finalizzati e intenzionali (effettuati in modo eccessivo e irragionevole), messi in atto in risposta ad un’ossessione, seguendo regole precise e stereotipate, allo scopo di neutralizzare e/o prevenire un disagio o malessere e un evento e/o una situazione temuta.</span></span></p>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-409" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1-300x162.jpg" alt="Businessman Staring at Row of Pencils --- Image by © Hans Neleman/Corbis" width="285" height="154" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1-300x162.jpg 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/disturbo-ossessivo-compulsivo1.jpg 520w" sizes="(max-width: 285px) 100vw, 285px" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">LE CARATTERISTICHE </span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il DOC per definirsi tale deve prevedere tre caratteristiche indispensabili. L&#8217;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">irrefrenabilità</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">, l</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8216;</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">inevitabilità,</span></i></span></span><i> </i><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">che sono caratteristiche indispensabili di una compulsione, e poi la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">ritualità</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e cioè quando un&#8217;azione o un pensiero garantiscono l&#8217;effetto desiderato, ad esempio possono avere lo scopo di espiare, rassicurare o riparare.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">I rituali nel DOC possono essere di tre tipi:</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><b>preventivi</b></span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>: </b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">hanno come obiettivo quello di prevenire che accada ciò che viene temuto. Livello temporale </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>prima</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. (evitamenti precauzionali). Ad esempio, evito di sedermi sulla sedia che ritengo contaminata e la sottopongo a pulizia prima di sedermi.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><b>propiziatori:</b></span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> hanno lo scopo di propiziare che possa succedere qualcosa di positivo. Livello temporale dell’azione: </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>prima</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Ad esempio, danza della pioggia, preghiera.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="text-decoration: underline;"><b>riparatori</b></span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>: </b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">hanno lo scopo di riparare un evento negativo avvenuto. Livello temporale </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>dopo</b></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">. Ad esempio, se prima di entrare in casa mi sporco, rientro e mi lavo per riparare allo sporco.</span></span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-412" src="http://www.francescatroiano.it/wp-content/uploads/2015/03/DoC-300x267.png" alt="DoC" width="217" height="194" /></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">COME SI FORMA </span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Nel processo di formazione del DOC si possono osservare certe regolarità nel modo in cui esso si struttura; al tempo stesso si rilevano motivazioni differenti che innescano le reazioni e il circolo vizioso della patologia. Nell&#8217;estesa ricerca-intervento condotta su tale patologia dal CTS di Arezzo nell&#8217;arco di oltre venticinque anni su oltre ventimila casi trattati con successo, si è giunti a individuare cinque tipologie fondamentali di motivazione che attivano azioni e pensieri compulsivi. (Nardone, Portelli, 2013)</span></span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La prima tipologia è rappresentata dal </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">dubbio</span></i></span></span><b> </b><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">che innesca il bisogno di ottenere risposte rassicuranti</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio di Dubbio: e se mi fossi contagiato? Spinge la persona a trovare risposte rassicuranti. Agendo sempre nel dubbio, ci si interroga: e se mi avesse trasmesso qualcosa?&#8230; Nel dubbio mi lavo. A questo punto, mi sento rassicurato fino al prossimo dubbio. Quindi, per sedare l&#8217;ansia si chiedono rassicurazioni e si ricevono; questa dinamica comunica all&#8217;individuo l&#8217;esistenza di un problema. La ripetizione reiterata nel tempo di questa dinamica, si trasforma in un rituale del quale non si riesce più a farne a meno.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La seconda tipologia consiste nella </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">ritualità che deriva dall&#8217;eccesso di rigidità ideologica o nel rispetto di una moralità o nella credenza superstiziosa</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio, si ha la</span></span><i> </i><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">credenza di aver compiuto qualcosa di sbagliato, per sedare l&#8217;ansia si effettua la preghiera. Tutte le volte che si deve fare qualcosa di importante si effettua il rito della preghiera, diventandone schiavi. Questa associazione &#8220;posso farcela se prego&#8221; crea la credenza che se non lo faccio le cose non andranno bene.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La terza tipologia è rappresentata dall&#8217;</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">esasperazione di processi di ragionamento razionale sino a renderli del tutto irragionevoli</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span><b> </b><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio, controllo per vedere se ho fatto bene, oppure ricontrollo che le finestre siano chiuse. L’eccesso di zelo diventa qualcosa di irrefrenabile e compulsivo. Se non riesco a controllare mi porto dietro l’idea: l’avrò chiuso o non l’avrò chiuso?. Si crea un loop, una dinamica completamente irrazionale.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La quarta tipologia è rappresentata dal meccanismo per cui la patologia si innesca sulla base di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">atti di sana prevenzione condotti all&#8217;estremo</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>.</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> Un esempio, una</span></span><b> </b><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Mamma che ha appena fatto il vaccino ed il pediatra gli consiglia di fare attenzione ai posti con i germi. Comincia ad evitare tutte le situazioni che possono essere pericolose. Ogni volta che evito in maniera precauzionale, si conferma a se stessi che ci possa realizzare il pericolo temuto. Da un evitamento sano comincio a generalizzare il tutto, e comincio a trasformare una serie di evitamenti precauzionali in rituali.</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La quinta tipologia consiste negli </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">effetti di un&#8217;esperienza traumatica</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Un esempio</span></span><i> </i><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">comincio a lavarmi a lavarmi, per lavare via la violenza e/o per espiare la colpa. Diventa così un rituale irrefrenabile, una compulsione.</span></span></li>
</ol>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-408" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo-300x200.jpg" alt="ossessivo-compulsivo" width="224" height="149" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo-300x200.jpg 300w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/ossessivo-compulsivo.jpg 506w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">COME FUNZIONA </span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">La trappola mentale rappresentata dal DOC non è solo una delle più subdole tra le varie forme di disturbo psichico e comportamentale, ma una delle più resistenti al cambiamento terapeutico, sia farmacologico che psicoterapeutico. Infatti, l&#8217;irragionevolezza del disturbo rilevata dagli stessi pazienti è proprio quella di sapere che i rituali non hanno senso, ma pur avendo consapevolezza di ciò, non si riesce a fare a meno di metterli in atto. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Come detto in precedenza il DOC si basa su una logica non ordinaria, quella </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>della credenza. </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Non a caso ciò che </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>crea, mantiene</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><b>alimenta</b></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> il problema è proprio la ripetizione ridondante dei rituali che vanno a confermare la credenza di base (se faccio il rituale andrà bene o non succederà nulla di quello che temo), in maniera tale da mantenere l’</span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="text-decoration: underline;">illusione</span></i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> di avere il controllo sulla realtà circostante. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Il campanello d&#8217;allarme dovrebbe scattare quando ci rendiamo conto che, il controllo che agiamo sulle cose, ci sta sfuggendo di mano, e quindi non siamo più noi a controllare ma è “l&#8217;ossessione del controllo“che letteralmente ha preso il sopravvento su di noi. Quando questo si trasforma in una presenza costante e scomoda, che blocca le sensazioni, e impedisce di &#8220;correre il rischio&#8221; di sbagliare per imparare. Ma tutto questo richiede una capacità funambolica nella gestione di se stessi, degli altri e del mondo (Nardone, Portelli, 2013).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Fallimento-2.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-310" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Fallimento-2.jpg" alt="Fallimento 2" width="213" height="151" /></a></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;INTERVENTO STRATEGICO NEL DOC</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;intervento strategico prevede l&#8217;utilizzo di </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>&#8220;logiche non ordinarie&#8221;</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> nel trattamento delle psicopatologie più disparate. </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Si procede con l&#8217;individuazione e il blocco delle </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Tentate Soluzioni disfunzionali, </i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">che nel caso del DOC sono:</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Individuali</i></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">l&#8217;evitamento</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">richiesta di aiuto e rassicurazione</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">messa in atto di una sequenza ritualizzata di azioni comportamentali o di pensieri</span></span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Del sistema</i></span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">rassicurare e cedere alla richiesta di aiuto</span></span></li>
<li><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">messa in atto dei rituali o al posto del &#8220;paziente designato&#8221; o insieme lui</span></span></li>
</ul>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Una volta bloccate le </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Tentate Soluzioni disfunzionali</i></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"> si definiscono le strategie idonee, costruite su misura per il paziente, per ottenere il cambiamento. Ottenuto lo sblocco, si procede verso il  consolidamento delle strategie apprese, ed infine si conclude il lavoro con il  raggiungimento delle autonomie personali.</span></span></p>
<h3 align="JUSTIFY"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">BIBLIOGRAFIA</span></span></h3>
<p align="JUSTIFY">Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. curato da (2007). DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, Elsevier Editore.</p>
<p align="JUSTIFY">Nardone G., Portelli C. (2013). OSSESSIONI COMPULSIONI MANIE. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p align="JUSTIFY">Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-disturbo-ossessivo-compulsivo/">IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO (DOC).</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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