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	<title>Disturbi Alimentari Archivi - Dott.ssa Francesca Troiano</title>
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	<description>Psicologa Psicoterapeuta - Approccio Breve Strategico</description>
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	<title>Disturbi Alimentari Archivi - Dott.ssa Francesca Troiano</title>
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		<title>ANORESSIA. L&#8217;Astinenza dal cibo e dalle Emozioni.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2016 15:25:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[anestesia]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; L’astinenza è più facile della moderazione (S. Agostino) &#160; INTRODUZIONE I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una tematica che nell’ultimo decennio ha subito notevoli evoluzioni. È interessante notare come la distribuzione dei disordini del comportamento alimentare sia nettamente più diffusa in quei paesi a forte industrializzazione o Paesi...</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">ANORESSIA. L&#8217;Astinenza dal cibo e dalle Emozioni.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">L’astinenza è più facile della moderazione</p>
<p style="text-align: right;">(S. Agostino)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">I disturbi del comportamento alimentare rappresentano una tematica che nell’ultimo decennio ha subito notevoli evoluzioni. È interessante notare come la distribuzione dei disordini del comportamento alimentare sia nettamente più diffusa in quei paesi a forte industrializzazione o Paesi ricchi, rispetto ai Paesi a bassa industrializzazione o poveri. Se ci pensiamo, fino a 10 anni fa in India non esistevano casi di Anoressia se non tra le principesse, poiché se una ragazza non mangiava sicuramente i suoi famigliari non avrebbero fatto complimenti. Oggi l’effetto dell’incremento del benessere e l’opulenza alimentare anche nelle classi medie indiane ha determinato un’emergente presenza di questi disturbi anche in quei territori. Infatti, se analizziamo le abitudini alimentari dei paesi occidentali, emerge che il cibo non rappresenta più un effettivo bisogno alimentare ma viene, prevalentemente, consumato per il piacere che da esso ne deriva.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’evoluzione culturale ha influenzato anche la trasformazione di questi disturbi, rendendoli sempre più variegati ed evoluti rispetto al passato. Per quanto sia difficile tracciare una linea netta tra i disturbi, in quanto ogni disturbo rappresenta un continuum, i dati dell’APA ci dicono che l’Anoressia è un disturbo in forte calo poiché nella maggioranza dei casi esso evolve in forme più evolute: come il <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a> o il <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge-Eating</a> (<em>Nardone G, 2003</em>).</p>
<h3 style="text-align: justify;">DEFINIZIONE</h3>
<p><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1295" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2.jpg" alt="anoressia2" width="288" height="206" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2.jpg 350w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/anoressia2-300x214.jpg 300w" sizes="(max-width: 288px) 100vw, 288px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’anoressia è quel tipo di patologia che prevede da parte della paziente la <em>riduzione</em> progressiva del cibo fino al suo completo rifiuto. Ciò che alimenta questa idea, che si trasformerà piano piano in un’ossessione, è quella di essere grassi. Successivamente alla riduzione del cibo, avviene che la percezione di questi pazienti effettivamente cambia, arrivando a deformare le loro “lenti percettive&#8221;, fino ad ottenere un’alterata percezione del proprio corpo e anche se effettivamente magre e/o sottopeso continuano a percepirsi come troppo grasse.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Nell’Anoressia, a differenza del <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a>, il vomito viene usato esclusivamente come <em>condotta compensatoria</em> per non ingrassare, e non come nel vomiting che si mangia per vomitare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’uso di condotte compensatorie può essere presente sia nell’Anoressia che nel <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge-Eating</a>. Le pazienti con Anoressia sono molto più controllate e disciplinate, riuscendo ad esercitare un controllo maggiore sul cibo rispetto ai <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge-Eating</a>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Dai dati della Ricerca-Intervento condotta dal CTS di Arezzo sono emerse due tipologie di Anoressia <em>Sacrificante e</em> <em>Astinente:</em></p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">L’anoressia <strong><em>Sacrificante</em></strong> rappresenta la tipologia di anoressia ben descritta nella letteratura di tradizione Sistemica e della Scuola di Milano, in particolare (S. Palazzoli, 1963). In questi casi la ragazza “portatrice del problema” inizia a svilupparlo e mostrare i sintomi in concomitanza con la crisi famigliare. Questo permette alla famiglia di spostare l’attenzione dai loro problemi coniugali a quelli della figlia, con il risultato per la ragazza di disporre di una serie di attenzioni di cui ella prima non disponeva (vantaggi secondari). Saranno proprio questi <em>vantaggi secondari</em> relativi alla problematica assieme all’obiettivo del sacrificio ad aumentare la resistenza al cambiamento. Il sacrificio della ragazza ha lo scopo di tenere unita la faglia che ora lotta contro un nemico comune: la “malattia”. Questa tipologia di anoressia viene definita da Costin (1996) <em>«Capro Espiatorio. </em><em>Un’altra tipologia è definita <em>«l’Eroe della Famiglia»</em> (Costin,1996). Si tratta di quel tipo di anoressie che vissute in un sistema familiare caotico e privo di figure di riferimento forti, assumono su di sé tutto il carico delle problematiche famigliari. Si tratta di persone forti e determinate, che diventano precocemente indipendenti e sviluppano una perfetta capacità di <em>autocontrollo </em>e fiducia in se stesse. Il sintomo anoressico in questi casi rappresenta la forma di controllo finale che la ragazza arriva ad autoimporsi (Nardone, Verbitz, Milanese, 1999). Nonostante l’enfasi in letteratura questo tipo di anoressia sta andando scomparendo.</em></li>
<li style="text-align: justify;">L’anoressia <strong><em>Astinente </em></strong>rappresenta la forma evoluta, ma più frequente, di anoressia: oltre il 60% della <em>ricerca-intervento</em>. Le anoressie astinenti presentano da un lato una fragilità emotiva, labilità psicologica e grande difficoltà a controllare le loro emozioni. La loro percezione è alterata da <em>lenti deformanti</em> che tendono ad ingigantire qualsiasi problema, facendo apparire qualsiasi cosa difficile da risolvere. Questa percezione della realtà le rende insicure, timorose e costantemente insoddisfatte. Dall’altro lato sono persone orientate al lavoro, molto precise, instancabili e bravissime, sia in campo scolastico che lavorativo. In questi casi il cibo assume il ruolo di <em>distrattore </em>dalla loro labilità emotiva e affettiva. Infatti, concentrando tutte le loro attenzioni sul cibo il resto passa in secondo piano.</li>
</ol>
<h3 style="text-align: justify;">TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p style="text-align: justify;">Le tentate soluzioni disfunzionali (TSR)[1] individuate dalla ricerca sono:</p>
<p>Individuali</p>
<ul>
<li>Restrizione calorica (suddivisione in buoni o cattivi)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-1296" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2.jpg" alt="Dieting" width="194" height="129" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2.jpg 450w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno-2-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a></p>
<ul>
<li>Uso di lassativi, Diuretico e/o uso di farmaci (per ridurre l’appetito)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1286" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg" alt="Lassativi" width="159" height="106" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg 311w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 159px) 100vw, 159px" /></p>
<ul>
<li>Extreme Exercise (Esercizio Fisico Estremo)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/extreme-exercise.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1297" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/extreme-exercise-595x413.jpg" alt="extreme exercise" width="185" height="129" /></a></p>
<p>Sistema</p>
<ul>
<li>Spingerla a mangiare</li>
<li>Parlare del problema</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L’anoressia è un processo graduale che porta la paziente ad <em>astenersi</em> dal cibo fino a giungere a rifiutarlo gradatamente; infatti, è importante sottolineare che non si diventa anoressici da un giorno all’altro. L’esigenza di dimagrire o non ingrassare scaturisce dall’esigenza di voler aderire a modelli socialmente ratificati di bellezza precostituita. Continuando ad assecondare questa credenza si continua a dimagrire, finché il risulto si “scontra” con l’ideale di bellezza desiderato. A questo punto è troppo tardi poiché ci si è costruiti la trappola dalla quale non si riesce più ad uscire, e la magrezza eccessiva porta con sé una serie di problematiche fisiche [2] e la conseguente perdita dell’adeguatezza percettiva del proprio corpo. In questa fase di alterata percezione della propria persona, chi soffre di questa problematica arriva allo scontro con tutti coloro che evidenziano l’eccessiva magrezza e inevitabilmente gli accusa di essere poco obiettivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna considerare che, nel momento in cui le pazienti si astengono dal cibo, si verifica un effetto fisiologico molto importante: l’emissione di neurotossine che determinano un «<em>effetto droga</em>» simile a quello indotto dalla cocaina e dall’anfetamina[3]. Questo effetto si evidenzia molto bene nelle pazienti che mostrano un atteggiamento di estrema eccitazione, un’energia inesauribile, simile a quello che si osserva in certi tossicomani, accompagnata da una sorta di apparente imperturbabilità.</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">Il premio nobel Henry Laborit ha dimostrato nelle sue ricerche come l’essere umano è così duttile e corruttibile che è sufficiente che questi ripeta per qualche mese un &#8220;<em>copione percettivo-reattivo&#8221;,</em> autoimposto o imposto dalle circostanze, affinché questo diventi automatizzato e apparentemente naturale e spontaneo. Proprio questo rende resistente il disturbo anoressico a tutti quei trattamenti basati sulla ragionevolezza e la razionalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo si rendono necessari interventi terapeuti basati su stratagemmi in grado di aggirare tale poderosa resistenza al cambiamento. L’obiettivo dell’Intervento Strategico è quello di portare la persona a liberarsi dall’<em>armatura</em> costruitasi, che la &#8220;scherma&#8221; dalle sensazioni, ristabilendo o creando un rapporto nuovo ed equilibrato con il cibo e le sue sensazioni. Una volta sbloccata la problematica, ripreso il peso, ristabiliti i parametri fisiologici (ad es. la ricomparsa del ciclo, etc.) si procede al lavoro sull’aspetto emotivo-relazionale, portando la persona a gestire in modo funzionale, efficace e in autonomia tutta l’aria affettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Arsene Arcelot: «Più che la ragione è lo stomaco che ci comanda».</p>
<h3 style="text-align: justify;">NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] Il costrutto di TS viene elaborato dal gruppo di ricercatori del M.R.I. di Palo Alto, e costituisce un riduttore di complessità indispensabile in TBS, che permette di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che viene fatto dal paziente, dai suoi familiari o dai suoi curanti per cercare di risolvere il problema. Questa forma di interazione tra il soggetto, la realtà e il mondo, di per sé non è patologica, anche perché la TS sicuramente sarà stata efficacie in passato per risolvere problemi simili. Esse possono diventare disfunzionali, quando diventano ridondanti (TSR) e si ripetono in rigidi copioni che, anziché risolvere il problema, lo trasformano in una vera e propria patologia.</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Sono comuni disturbi fisiologici compresi <em>amenorrea</em> (interruzione del ciclo), stipsi, dolori addominali, intolleranzza al freddo, letargia o eccesso di energie. Sono presenti anomalie dei parametri vitali ad es. disidratazione, riduzione degli ormoni tiroidei ed ormoni sessuali. Altro aspetto importante è la riduzione della densità ossea che aumenta il rischio di fratture. Come difesa e preservazione del nostro corpo nei periodi di carestia, il nostro cervello, prevede una significativa riduzione del dispendio energetico a riposo.</p>
<p>[3] Come ben descritto da Win Moley direttore per alcuni anni del <em>Eating Disorder Center</em> del <em>Mental Research Institute</em> di Palo Alto.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">American Psychiatric Association (2015). <em>DSM-5</em> Manuale diagnostico e statistico dei disturbi    mentali.   Edizione Italiana curata da Massimo Biondi. Cortina Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  ANORESSIA, BULIMIA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  patologie alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE. Sciogliere i blocchi psicologici che   </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  impediscono di</em> <em>dimagrire e mantenersi in forma.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice Dott. Francesca Troiano</p>
<p>Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>BINGE-EATING. Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 21:33:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[abbuffatte]]></category>
		<category><![CDATA[digiuni]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; “Il piacere diviene lo scoglio sul quale l’essere umano corre a naufragare” Philips Chesterfield &#160; INTRODUZIONE Il Binge-Eating, o disturbo da alimentazione incontrollata, proprio per la sua particolarità dovuta all&#8217;alternanza di digiuni: dove si cerca di restringere il più possibile e grandi abbuffate: dove si perde completamente il controllo, potrà...</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">BINGE-EATING. Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em>“Il piacere diviene lo scoglio sul quale l’essere umano corre a naufragare”</em></p>
<p style="text-align: right;">Philips Chesterfield</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Binge-Eating, o disturbo da alimentazione incontrollata, proprio per la sua particolarità dovuta all&#8217;alternanza di <em>digiuni:</em> dove si cerca di restringere il più possibile e grandi <em>abbuffate:</em> dove si perde completamente il controllo, potrà sembrare al lettore uno strano cocktail tra Anoressia, Bulimia e Vomiting. Anche in questo caso, dopo che il disturbo si è insediato la sua tipologia di persistenza assume caratteristiche del tutto originali. Proprio per la sua originalità richiede, al fine della sua soluzione, uno specifico tipo di trattamento decisamente diverso da quelli idonei per le problematiche precedentemente elencate.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DEFINIZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Binge-Eating, in Ottica Strategica,</em> è un disturbo caratterizzato dall’alternarsi di periodi prolungati di <em>astinenza</em> in cui il paziente si sottopone a veri e propri <strong>digiuni,</strong> nei quali può sia non mangiare completamente nulla sia ridurre il pasto a frutta e verdura, e altri periodi, più o meno lunghi, di intensa <em>trasgressione</em> caratterizzati da grandi <strong>abbuffate</strong>. Questo quadro può presentare la presenza di strategie compensatorie come l&#8217;uso di lasssativi e diuretici e la presenza di attività fisica estrema.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’Approccio Strategico il Binge Eating consiste in una particolare variante della <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimia</a> e si differenzia, in particolare, dalla <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">Bulimia</a> &#8220;Jo-Jo&#8221;,</em> infatti, in quest’ultimo caso al termine delle abbuffate la persona torna all’utilizzo della dieta suddivisa nei tre pasti. Invece, l&#8217;alimentaizione di coloro che soffrono di Binge-Eating non prevede pasti regolari ma le abbuffate sono poi compensate dal digiuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra differenza riguarda la <em>quantità dell’abbuffata</em>, che nel caso della <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">Bulimia</a> &#8220;Jo-Jo&#8221; prevede piccole quantità di cibo, mentre nel caso del Binge-Eating si tratta di abbuffate molto più consistenti quasi simili a quelle nel <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a>, ma senza l’utilizzo di condotte di eliminazione, come appunto il vomito.</p>
<h3 style="text-align: justify;">DESCRIZIONE DEL PROBLEMA</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Binge-Eating si osserva in persone decisamente <em>autonome</em> che improntano la loro vita sull’efficacia e l’efficienza soprattutto nella vita lavorativa, spesso single, e di successo sociale. Infatti, queste persone praticano le loro abbuffate in segreto e in completo isolamento dal mondo sociale, mentre al di fuori possono mostrare una vita perfetta: efficienti e determinate sul lavoro. Alcuni esempi sono la “donna-manager di successo” che risulta invidiabile dall’esterno per le sue capacità nel campo lavorativo ma in segreto, quando è in camera sua, arriva a consumare fino a due abbuffate settimanali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">FUNZIONAMENTO IN OTTICA STRATEGICA</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1289" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/binge-eating1-595x330.jpg" alt="binge-eating" width="334" height="185" /></p>
<p style="text-align: justify;">Alla base il meccanismo del Binge-Eating presenta l’illusione, da parte delle persone che ne soffrono, di avere un apparente controllo tramite l’alternanza di periodi nei quali esse controllano il loro desiderio tramite il digiuno, e periodi di abbuffata programmata e organizzata al meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <em>abbuffate</em> solitamente sono caratterizzate dai cibi che ci si vieta, ritenuti &#8220;pericolosi&#8221; poiché fanno ingrassare. Quando ci vietiamo qualcosa, nella nostra mente si attiva uno strano meccanismo per il quale, più lo si vieta più lo si desidera, finché non potendone fare a meno si finisce per abbuffarsi di tutti quegli alimenti ritenuti &#8220;proibiti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">I <em>digiuni</em> rigorosi sono caratterizzati da cibo che, secondo la percezione delle persone con questa problematica, non fa ingrassare, come ad es. insalate nelle sue varie forme. A questo quadro, si aggiunge la completa assenza di qualsiasi forma di piacere nella selezione e degustazione dei cibi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questi pazienti si rivolgono ad uno psicoterapeuta quando le abbuffate aumentano e, quindi, non riescono più a controllarle, iniziando a perdere quella piacevolezza e a diventare minacciose. Oppure, nel caso in cui la persona avverte di star perdendo il controllo della sua vita, ad es. accade qualcosa di talmente sconvolgente, come un “innamoramento”, o tragico insuccesso professionale; cosa che per loro, poiché sempre improntati al controllo relativo all&#8217;efficienza, risulta inaccettabile.</p>
<h3 style="text-align: justify;">TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p style="text-align: justify;">Le Tentate Soluzioni Ridondanti (TSR) [1] individuate dalla ricerca sono:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Digiuno/Abbuffata</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1284" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/digiuno.jpg" alt="digiuno" width="188" height="125" /></a><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1285" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpg" alt="bulimia" width="124" height="124" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpg 240w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 124px) 100vw, 124px" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Uso di lassativi, Diuretici</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1286" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg" alt="Lassativi" width="191" height="127" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi.jpg 311w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Lassativi-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 191px) 100vw, 191px" /></a></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Extreme Exercise (Esercizio Fisico Estremo)</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/esercizio-estremo.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1287" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/esercizio-estremo-595x401.jpg" alt="esercizio estremo" width="193" height="130" /></a></p>
<h3 style="text-align: justify;">INTERVENTO STRATEGICO</h3>
<p style="text-align: justify;">Trattandosi di casi particolarmente resistenti non è pensabile prospettare per loro una drastica modifica dello stile di vita. La particolare resistenza è dovuta al fatto che, anche definendosi collaborativi, tendono ad estendere la loro tendenza al controllo anche verso il terapeuta, con l’obiettivo di manipolare la terapia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’obiettivo della terapia, quindi, risulta quello di ripristinare la capacità di queste persone di imparare a <em>gestire</em> <em>il controllo (sul cibo), </em>imparando a renderlo<em> flessibile e </em>allargandolo anche a nuovi eventi della loro vita. Quindi, lo sblocco della problematica prevede il &#8220;cortocircuito&#8221; del perverso circolo vizioso digiuni/abbuffate il quale, una volta stabilitosi, permette sia di concedersi il piacere sia di badare alla forma fisica/estetica. Come dice Sheila Graham il cibo rappresenta la più primitiva delle consolazioni, e qualsiasi tipo di &#8220;controllo&#8221; che si tenta di applicare sul piacere di mangiare, si tramuta, inevitabilmente, nel tentativo di <em>controllo che fa perdere il controllo</em>. Quindi, l’autoregolazione la si ottiene se siamo disposti a perdere l’apparente controllo, imparando a <em>concedersi il piacere</em> in modo controllato; questo lo si ottiene: imparando a lasciare andare il controllo, per poi riprenderlo gradatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di San Tommaso d&#8217;Aquino: &#8221; Nessuno può vivere senza il piacere&#8221;.</p>
<h3>NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] Il costrutto di TS viene elaborato dal gruppo di ricercatori del M.R.I. di Palo Alto, e costituisce un riduttore di complessità indispensabile in TBS, che permette di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che viene fatto dal paziente, dai suoi familiari o dai suoi curanti per cercare di risolvere il problema. Questa forma di interazione tra il soggetto, la realtà e il mondo, di per sé non è patologica, anche perché la TS sicuramente sarà stata efficacie in passato per risolvere problemi simili. Esse possono diventare disfunzionali, quando diventano ridondanti (TSR) e si ripetono in rigidi copioni che, anziché risolvere il problema, lo trasformano in una vera e propria patologia.</p>
<h3>BIBLIOGRAFIA</h3>
<p>Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, ANORESSIA,</em></p>
<p><em>    BULIMIA.</em></p>
<p><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie </em></p>
<p><em>   alimentari.</em></p>
<p>Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE. Sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di </em></p>
<p><em>  dimagrire e mantenersi in forma.</em><br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice Dott. Francesca Troiano</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa- Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">BINGE-EATING. Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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		<item>
		<title>VOMITING: La Compulsione Irrefrenabile di Mangiare per Vomitare.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2016 19:15:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare per vomitare]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
		<category><![CDATA[vomiting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; Nei piaceri dei sensi, il disgusto confina con il godimento. (Francis Bacon) &#160; INTRODUZIONE &#8220;Ogni cosa ripetuta un certo numero di volte diventa un piacere”.  Questo processo trova un preciso riscontro  negli studi di Laborit (1982)-premio nobel per la biologia sull’organizzazione sinaptica del cervello umano- che hanno ben...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: left;">Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Nei piaceri dei sensi, il disgusto confina con il godimento.</p>
<p style="text-align: right;">(Francis Bacon)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ogni cosa ripetuta un certo numero di volte diventa un piacere”.  Questo processo trova un preciso riscontro  negli studi di Laborit (1982)-premio nobel per la biologia sull’organizzazione sinaptica del cervello umano- che hanno ben dimostrato come qualsiasi tipo di comportamento, se ripetuto un certo numero di volte, possa gradualmente assumere una connotazione di intensa piacevolezza.</p>
<h3>DEFINIZIONE</h3>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1280" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/Vomiting-595x445.jpg" alt="Vomiting" width="269" height="201" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Vomiting</em> o <em>Sindrome da Vomito</em> rappresenta il contributo, più fecondo, emerso dalla Ricerca-Intervento condotta, da oltre 25 anni, dal CTS di Arezzo. Si tratta di una compulsione irrefrenabile basata sul piacere di mangiare grosse quantità di cibo, per poi vomitarle. Il cibo in questo caso non rappresenta più una strategia compensatoria per evitare di ingrassare, come nel caso della bulimia nervosa con condotte di eliminazione, ma si mangia per vomitare. Questo meccanismo ripetuto per più di 6 mesi innesta il disturbo. Chiaramente la piacevolezza nel degustare il cibo è assente. Molte delle pazienti con vomiting sono ex-<a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-anoressia-lastinenza-dal-cibo-e-dalle-emozioni/">anoressiche</a>, o anche, se meno raramente, ex-<a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimiche</a>; questo trova spiegazione nel fatto che i disturbi alimentari rappresentano un continum.</p>
<h3>DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso questa problematica viene confusa con la <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimia</a> con<em> &#8220;condotte di eliminazione&#8221;</em>, invece osservando i dati della ricerca-intervento, emerge che le pazienti che “vomitano in maniera compulsiva” non possono essere definite bulimiche. Questo dato trova riscontro, dai dati emerti dal trattamento delle prime pazienti che &#8220;mangiavano e vomitavano&#8221;, prima che il vomiting, venisse individuata come categoria a sé. Infatti, le prime pazienti con <em>Vomiting</em> trattate con l’usuale trattamento per la <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">bulimia</a> non si sbloccavano, e questo ha fatto ipotizzare che la logica di funzionamento alla base del problema, fosse completamente diversa.</p>
<h3>CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Dalla sperimentazione della ricerca intervento sono emerse tre varianti di vomitatrici:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>trasgressiva inconsapevole</strong>: si tratta di ragazze tra i 14 e i 19 anni, moraliste, inibite e inesperte relazionalmente che tendono all’isolamento e inconsapevoli dell’analogia erotica, e che mangiare e vomitare rappresenti una vera perversione (quasi scomparse per le modifiche culturali);</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>trasgressiva consapevole ma pentita</strong>: si rende conto della perversione ma non vuole più essere “rapita dal demone”. Si tratta di quelle vomitatrici che vorrebbero smettere, ma da sole non riescono.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>trasgressive compiaciuta</strong>: consapevoli della loro perversione, seduttrici, provocatrici, manipolatrici; occorre calibrare con loro molto bene la “seduzione” alternando una fase di <em>distacco</em> a quella di <em>avvicinamento</em>. Vengono spesso portate dalla famiglia. Arrivano anche a rubare per comprare il cibo. All’interno delle &#8220;trasgressive compiaciute&#8221;, una parte anche consistente di pazienti vengono definite “barracuda”, si tratta di coloro che nel momento che vedono un piccolo cambiamento si spaventano. Loro spesso vengono di loro spontanea iniziativa, ma poi abbandonano ai primi risultati e quando tornano ricominciano dal punto di partenza.</li>
</ul>
<h3>FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">Il <em>Vomiting</em> rappresenta una perversione basata sul cibo, caratterizzato da un rituale preciso. Questo rituale non rappresenta, per la paziente, solo il più grande dei piaceri, ma anche il più semplice da ottenere. Infatti, tutto è possibile senza la relazione con un’altra persona; poiché, il cibo a differenza delle persone è sempre disponibile e lo si può gestire e controllare, con facilità. Nei casi più gravi il piacere di mangiare e vomitare è l&#8217;unico piacere che rimane alla paziente, andando ad azzerare tutti gli altri. Il rituale si divide in una:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong><em>Fantasia Appetitiva</em></strong>: in cui vi è da parte della ragazza un’anticipazione mentale dell’abbuffata;</li>
<li><strong><em>Fase Consumatoria</em></strong>: in cui si consuma il cibo;</li>
<li><strong><em>Fase di Scarica</em></strong>: in cui ci si libera con il vomito.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">La sequenza del rituale, come facilmente intuibile, risulta isomorfa all’atto sessuale; e non a caso, questo tende ancora di più a farsì che la sintomatologia diventi un facile surrogato dell’attività sessuale. Succede spesso che le pazienti dicano: “mi nascondo, ingurgito e poi vomito…”, in questi casi il cibo diventa il loro &#8220;<em>amante segreto&#8221;</em> (come nel sesso c’è una fantasia che anticipa una “consumazione” a seguito della quale c’è una soddisfazione). Infatti, nel momento in cui si riduce il sintomo, riappare la dimensione sessuale, che porta con se in alcuni casi la <em>scoperta</em>, in altri il <em>riappropriarsi</em> dei piaceri ad essa legati; finché si assiste ad una sorta di coincidenza tra il recupero della capacità orgasmica e la scomparsa del sintomo.</p>
<h3>INTERVENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L’intervento Strategico consiste nel bloccare le <em>Tentate Soluzioni Disfunzionali</em>, favorendo il processo di apprendimento di nuove strategie; modificati i vecchi schemi e apprese le nuove strategie, i pazienti vengono guidati a consolidare le nuove strategie nel tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso del <em>Vomiting</em> l’obiettivo sarà quello di interrompere la sequenza del mangiare e vomitare. Questa semplice interruzione genererà un effetto scoperta interessante da parte della paziente; infatti,  molti pazienti quando tornano nelle sedute successive lamentano: “dott.ssa mi ha rovinato tutto. Non è più piacevole come prima”. Questo perché la semplice interruzione, ripetuta, del mangiare e vomitare crea un’interruzione della piacevolezza del rito. Un rito è piacevole proprio perché fatto in un certo modo, una volta interrotto, non sarà più così piacevole. È come se utilizzando l’analogia della sessualità, venga chiesto alla persona di interrompere l’atto sessuale proprio sul più bello. Questa tecnica che viene definita <em>tecnica dell’intervallo</em> assieme ad altre tecniche e alle ristrutturazioni usate in seduta, hanno l’obiettivo di rovinare la piacevolezza del rito, e riorientare la percezione della paziente.</p>
<p style="text-align: justify;">Eliminato il disturbo alimentare, si procede lavorando sulle relazioni interpersonali che nella maggior parete delle volte (proprio per la pervasività del disturbo) sono carenti o assenti. Concludo con le parole di J.S Cherbulier: “Il piacere ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.</p>
<h3>BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, ANORESSIA, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  BULIMIA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>   alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE.Sciogliere i blocchi psicologici che impediscono di </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>  dimagrire e mantenersi in forma.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p>Psicologa- Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">VOMITING: La Compulsione Irrefrenabile di Mangiare per Vomitare.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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		<item>
		<title>BULIMIA. Come il piacere del cibo può intrappolare.</title>
		<link>https://francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dott.ssa Francesca Troiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2015 12:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi Alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[Patologia]]></category>
		<category><![CDATA[controllo peso]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi foggia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologi trani]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo manfredonia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica &#160; &#60;&#60;L&#8217;ingordigia è un rifugio emotivo: è  il segno che qualcosa ci sta divorando&#62;&#62; (Principe De Vries) &#160; INTRODUZIONE Mi piacerebbe introdurre questa problematica con le parole di Cioran: «Se sto bene, prendo la via che desidero; malato, non sono più io a decidere: è la mia malattia». Uno...</p>
<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">BULIMIA. Come il piacere del cibo può intrappolare.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Trattamento e Soluzione in Ottica Strategica</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">&lt;&lt;L&#8217;ingordigia è un rifugio emotivo: è  il segno che qualcosa ci sta divorando&gt;&gt;</p>
<p style="text-align: right;">(Principe De Vries)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>INTRODUZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Mi piacerebbe introdurre questa problematica con le parole di Cioran: <em>«</em>Se sto bene, prendo la via che desidero; malato, non sono più io a decidere: è la mia malattia».</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei disturbi alimentari senza dubbio più frequenti è la bulimia. In questo articolo verrà definito il concetto di bulimia in <em>Ottica Strategica</em>, facendo riferimento ai dati emersi dalla <em>Ricerca-Intervento</em>[1] condotta da oltre 25 anni dal Centro di Terapia Breve Strategica di Arezzo, diretto dal prof. Nardone. I dati della ricerca sull&#8217;efficacia del trattamento, nel campo dei disturbi alimentari, mostrano che circa l&#8217; 83% dei casi trattati ha completamente risolto il proprio problema. Inoltre, verranno identificati i meccanismi di funzionamento della problematica e individuate le strategie inerenti la sua risoluzione.</p>
<h3>DEFINIZIONE</h3>
<p style="text-align: justify;">Con il termine bulimia, dal greco “fame da bue”, ci si riferisce a quella patologia caratterizzata da abbuffate ricorrenti contraddistinte dal  mangiare in un definito periodo di tempo (2 ore)  quantità maggiori di quelle che le persone mangerebbero normalmente .  Il cibo non viene ingerito per il piacere della pietanza, ma il suo consumo è determinato dall&#8217;irrefrenabile compulsione a mangiare, per ottenere la sensazione di pienezza (avere la pancia piena). Mentre vengono ingerite queste grosse quantità di cibo,  si sperimenta la sensazione di perdita di controllo, per cui si mangia a dismisura.</p>
<h3>DIAGNOSI DIFFERENZIALE</h3>
<p style="text-align: justify;">Nello specifico il termine bulimia si riferisce a tutte quelle persone che divorano compulsivamente grandi quantità di cibo, senza che vi siano condotte di eliminazione (vomito), o condotte compensatorie (uso di lassativi, diuretici, attività fisica estrema). Infatti, nel caso della presenza delle condotte di eliminazione, si parla di “sindrome da vomito” o <a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-vomiting-la-compulsione-irrefrenabile-di-mangiare-per-vomitare/">Vomiting</a>; mentre nel caso siano presenti, associate ad abbuffate e a digiuni, condotte compensatorie, si parla di <em><a href="http://www.francescatroiano.it/curare-il-binge-eating-disturbo-alimentazione-incontrollata/">Binge Eating</a></em>.  Quindi, ci si riferisce a un disturbo sovrapponibile a quello di “Bulimia Nervosa senza Condotte di Eliminazione”, così come viene definita nel DSM-IV, comprendendo al suo interno anche alcuni casi di Obesità Psicogena (Nardone, Verbiz, Milanese, 2005).</p>
<h3>CARATTERISTICHE</h3>
<p style="text-align: justify;">Coloro che soffrono di bulimia presentano al pari  di coloro che soffrono di disturbi anoressici una grande fragilità emotiva, ma, a differenza di questi ultimi, estremamente sensibili, bravissimi a controllarsi e intellettualmente più raffinati, sono persone meno complicate e con grande difficoltà di controllo delle proprie reazioni. All’inizio, la compulsione irrefrenabile è incentrata sul piacere di mangiare, ma gradatamente queste persone scoprono il <em>potere sedativo del cibo</em>; infatti, come ricorda <em>Sheila Graham</em> il cibo rappresenta la più primitiva delle consolazioni. Queste persone temono di non poter controllare le proprie reazioni, così imparano con il cibo ad essere sfrenate, in modo da adattarsi in maniera funzionale ad una realtà per loro ingestibile. Quindi, il &#8220;grasso&#8221; rappresenta un <em>guscio</em>, all’interno del quale rifugiarsi, in modo da evitare di affrontare difficoltà,  ritenute insormontabili, soprattutto riguardo alle relazioni interpersonali.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai dati della Ricerca-Intervento condotta dal CTS di Arezzo sono emerse tre categorie di bulimia: la &#8220;<em>Boteriana&#8221;</em>, la<em> &#8220;Carciofo&#8221;</em> e la &#8220;<em>Jo-Jo&#8221;</em>.</p>
<ol>
<li><em>Boteriane</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Si tratta di quei soggetti, sia uomini che donne, ingrassati a tal punto da apparire come le famose immagini di Botero. Si tratta di pazienti con peso dagli 80-90 kg in su, sono persone gaudenti, serafiche, tranquille, sposate con situazioni di vita piuttosto serena e ben adattate al loro problema. Il loro tratto distintivo è la totale incapacità di mettersi a dieta, spesso considerati come obesi cronici e curati mediante terapie farmacologiche. Si rivolgono al terapeuta solo per gli evidenti problemi organici.</p>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-559" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani.jpg" alt="boteriani" width="216" height="183" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani.jpg 500w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/boteriani-300x254.jpg 300w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpeg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-560" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpeg" alt="bulimia" width="217" height="185" srcset="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia.jpeg 400w, https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bulimia-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" /></a></p>
<ol start="2">
<li><em>Carciofo</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Si tratta di persone in soprapperso che presentano fragilità emotive, come ad esempio: difficoltà nel lasciarsi andare in ambito sessuale, sovente associato a rigide convinzioni religiose. Tendono allora a proteggersi, altrimenti il contatto con l’altro potrebbe diventare pericoloso e, usando una metafora al pari del carciofo, proteggono il cuore tenero e buono mediante le scorze dure (la ciccia), che le avvolgono e le proteggono dal rapporto tra sé e gli altri, e tra sé e la propria intemperanza. Il cibo è un rifugio, la lotta con la bilancia li tiene al sicuro da altri problemi.  L’essere in sovrappeso rappresenta: una sorta di protezione da sofferte problematiche affettivo- relazionali.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bilancia.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-562" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/bilancia.jpg" alt="bilancia" width="230" height="191" /></a></p>
<ol start="3">
<li><em>Jo-jo</em></li>
</ol>
<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;">Questa categoria rappresenta quella più frequente, ma non sempre arriva dallo psicoterapeuta poiché come prima soluzione tende a rivolgersi a medici e dietologi. La bulimia Jo-Jo risulta caratterizzata dall&#8217;alternanza di diete e abbuffate, attraverso un’alimentazione sfrenata. Si tratta di coloro che riescono a stare a dieta per un po’ di tempo ma poi perdono il controllo, oscillando continuamente: tra peso forma e 5 o 6 kg di troppo. Ogni volta che sono ingrassate dimagriscono, per poi riassumere tutti i kg ogni volta che sono dimagrite, alternano <em>controllo</em> a <em>perdita di controllo</em>.</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a href="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/soprappeso.jpg"><img decoding="async" class=" wp-image-561" src="https://francescatroiano.it/wp-content/uploads/soprappeso-595x365.jpg" alt="Fat man holding a measurement tape against white background" width="295" height="182" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte e tre le categorie, quando iniziano a dimagrire, si spaventano e sentono gli effetti pericolosi di essere desiderabili, ricominciando così a mangiare per rimettere la &#8220;ciccia protettiva&#8221; tra sé e gli altri. Quindi, la resistenza al cambiamento è molto alta.</p>
<h3>TENTATE SOLUZIONI</h3>
<p>Le tentate soluzioni disfunzionali (TSR) [2] individuate dalla ricerca sono:</p>
<p>Individuali:</p>
<ul>
<li>Controllo del piacere che fa perdere il controllo (dieta: come conteggio di calorie, evitare le tentazioni, mangiare meno)</li>
</ul>
<p>Sistemiche:</p>
<ul>
<li>Controllare che la ragazza non mangi</li>
<li>Nascondere il cibo</li>
<li>Comprare solo cibi dietetici</li>
</ul>
<h3>FUNZIONAMENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">Più ci si vieta il piacere e più questo diventa una proibizione tale da diventare irrinunciabile, diceva Oscar Wilde.</p>
<p style="text-align: justify;">La base della problematica, nel disturbo bulimico, si fonda sul controllo del piacere, per sua natura incontrollabile; infatti, dato che al piacere non possiamo fare a meno di rinunciare, questo tentativo paradossale di voler controllare qualcosa di naturale, come il piacere alimentare, si trasforma in perdita di controllo. Quindi, l’effetto paradossale di queste costrizioni, continui divieti e negazioni, si tramuta in una compulsione a divorare il cibo in maniera irrefrenabile.</p>
<h3>INTERVENTO</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervento strategico è caratterizzato dall&#8217;individuare e bloccare le TSR e sostituire queste modalità ridondanti &lt;&lt;che invece di risolvere il problema lo alimentano&gt;&gt; con altre più funzionali. La tecnica di elezione, usata per rovesciare la tentata <em>soluzione cardine</em> (del controllo che fa perdere il controllo) è la <strong><em>dieta paradossale</em></strong><em>,</em> con la quale si porta la persona alla ricerca del piacere e alla sua introduzione all&#8217;interno della sfera alimentare. La <em>ricerca del piacere alimentare</em>, invece che il mero conteggio delle calorie, è la chiave di volta che induce i pazienti a concedersi il piacere spontaneamente e a scoprire, con grande sorpresa, che il segreto del controllo è rappresentato: dall&#8217;oscillazione costante tra <em>perdita di controllo</em> e il s<em>uo mantenimento</em>. Questo rappresenta un meccanismo autoregolativo, poiché è basato sulla semplice regola: <em>&#8220;se non te lo concedi diventa irrinunciabile, se te lo concedi puoi rinunciarci&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro in questi casi non sarà solo di tipo alimentare; infatti, una volta sbloccata la sintomatologia bulimica, eliminate le TSR individuali e del sistema familiare, si procede nel lavorare sulle problematiche emotivo-relazionali, sottese al disturbo. Si continua consolidando le nuove strategie e si conclude l’intervento favorendo le autonomie del paziente restituendogli, così, il successo terapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con le parole di Oscar Wilde: &#8220;Il miglior modo per superare una tentazione è cedervi&#8221;.</p>
<h3>NOTE</h3>
<p style="text-align: justify;">[1] Negli ultimi venti anni il CTS di Arezzo, grazie a un processo sistematico di « ricerca intervento », si è approcciato allo studio dei problemi umani, studiando una realtà, intervenendo su di essa e al tempo stesso aggiustando gradualmente l’intervento, adattandolo alle ulteriori conoscenze che vengono ad emergere dagli effetti degli interventi stessi. Infatti, è la strategia che funziona a descrive la struttura di persistenza del problema. Questo lavoro ha permesso di formulare dei modelli logico-matematici, conoscitivi e operativi, che riguardano la <em>formazione</em>, la <em>persistenza</em> e il <em>cambiamento</em> risolutivo delle varie tipologie di disturbi. Quindi, sono stati messi appunto specifici protocolli di trattamento, per le singole patologie, particolarmente <em>efficaci</em>, <em>efficienti</em>, <em>replicabili</em>, <em>trasmissibili</em> e <em>predittivi</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">[2] Il costrutto di Tentate Soluzioni viene elaborato dal gruppo di ricercatori del M.R.I. di Palo Alto, e costituisce un riduttore di complessità indispensabile in Terapia Breve Strategica, che permette di focalizzare l’attenzione su tutto ciò che viene fatto dal paziente, dai suoi familiari o dai suoi curanti, per cercare di risolvere il problema. Questa forma di interazione tra il soggetto, la realtà e il mondo, di per sé, non è patologica, anche perché la TS sicuramente è stata efficacie in passato per risolvere problemi simili. Esse possono diventare disfunzionali, quando diventano ridondanti (TSR) e si ripetono in rigidi copioni che, anziché risolvere il problema, lo trasformano in una vera e propria patologia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">BIBLIOGRAFIA</h3>
<p style="text-align: justify;">Andreoli V., Cassano G. B., Rossi R. curato da (2007). DSM-IV-TR. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Text revision, Elsevier Editore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. – Verbitz T.- Milanese R. (1999) <em>LE PRIGIONI DEL CIBO. VOMITING, ANORESSIA, BULIMIA</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nardone G (2003) Al di la dell’amore e dell’odio per il cibo. Guarire rapidamente dalle patologie alimentari.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nardone G. (2007) <em>LA DIETA PARADOSSALE.</em></p>
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<p>Autrice: Dott.ssa Francesca Troiano</p>
<p>Psicologa-Specialista in Psicoterapia Breve Strategica</p>
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<p>L'articolo <a href="https://francescatroiano.it/curare-la-bulimia-come-il-piacere-del-cibo-puo-intrappolare/">BULIMIA. Come il piacere del cibo può intrappolare.</a> proviene da <a href="https://francescatroiano.it">Dott.ssa Francesca Troiano</a>.</p>
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